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Agenzia delle Entrate, modello F24 e codici tributo

 

Guida sull'Agenzia delle Entrate, l'ente preposto a controlli fiscali e gestione tributi. Cos'è, come funziona, caratteristiche e competenze. Cos'è il modello F24, documento utilizzato per il pagamento delle imposte, tasse e contributi. Informazioni utili sui codici Tributo F24 più ricorrenti.

 

Cos’è l’Agenzia delle Entrate?

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L'Agenzia delle Entrate è un ente pubblico italiano con mansioni inerenti l'accertamento e controllo fiscale, nonché gestione dei tributi.

Il suo principale compito è quello di garantire che gli utenti contribuenti adempiano agli obblighi fiscali, senza trascurare i servizi relativi al catasto e in particolare ai registri immobiliari. Questi ultimi servizi sono di primaria importanza in quanto consentono di costituire l'anagrafe dei beni immobiliari presenti sul territorio nazionale semplificando le interrelazioni con gli utenti attraverso  l'integrazione fra i sistemi informativi attinenti alla funzione fiscale.

 

 

I controlli dell’Agenzia delle Entrate

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Se uno degli obiettivi principali dell’Agenzia Entrate è quello di garantire il rispetto degli obblighi fiscali, è giusto capire come l’ente svolga questa sua mansione. Essa infatti compie dei controlli sui contribuenti sfruttando due grandi archivi, quali:

  • l’Anagrafe tributaria;

  • l’Anagrafe dei rapporti finanziari.

 

La prima contiene l’elenco di tutti i redditi percepiti dai cittadini, sia dei lavoratori subordinati, sia dei professionisti e dei lavoratori autonomi, senza dimenticare quelli dei pensionati e degli imprenditori.

La seconda invece contiene l’insieme  di tutti quei rapporti intercorrenti tra utenti e banche o altri intermediari finanziari. Vengono dunque qui indicati tutti i dati inerenti a depositi, libretti, e ogni tipo di movimenti finanziari.

A suo favore l’Agenzia delle Entrate ha molteplici strumenti di controllo. In primis i controlli automatizzati legati alle dichiarazioni fiscali, per poi passare agli inviti al contraddittorio e ai questionari. Non vanno dimenticate le attività istruttorie esterne e le indagini finanziarie, nonché tutte quelle attività di tutoraggio rivolte alle imprese.

Tutti questi metodi aiutano a raggiungere la rettifica della posizione reddituale del contribuente, formalizzata mediante l’avviso di accertamento. Quest’ultimo è un atto attraverso cui viene rappresentato il risultato dell’attività istruttoria e dei singoli metodi accertativi utilizzati.

 

Il controllo formale

Il controllo formale risulta essere  un semplice riscontro cartolare delle dichiarazioni con il compito di verificare la correttezza degli adempimenti dei contribuenti al momento della dichiarazione.

Attraverso questo controllo è possibile correggere gli errori materiali e di calcolo fatti dai contribuenti, senza precludere la possibilità di effettuare altri  accertamenti attraverso il controllo di merito.

 

Agenzia delle Entrate e modello F24

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Il modello F-24 rappresenta un modello usato da tutti i contribuenti per il pagamento dei tributi, dei contributi e dei premi.

Esso vale indistintamente per tutti i contribuenti, sia i titolari sia i non titolari di partita Iva. Viene definito “unificato” perché consente agli utenti di erogare con un’unica operazione l’intero importo delle somme dovute, andando a compensare il versamento con eventuali crediti.

I contribuenti in possesso di partita Iva hanno l’obbligo di usare anche modalità telematiche di pagamento attraverso gli intermediari quali liberi professionisti o Caf, ecc. Nel caso di possessori di P.I. il versamento risulta obbligatorio per vie telematiche. Il denaro può essere versato direttamente o indirettamente.

 

Nello specifico:

  • il versamento diretto avviene attraverso i servizi telematici messi a disposizione dalla Agenzia delle Entrate o anche tramite i servizi di internet banking che vengono offerti dagli intermediari convenzionati con l’ente. Tipico esempio sono le Poste Italiane, gli Agenti della Riscossione e le banche convenzionate;

  • il versamento indiretto invece avviene tramite intermediari come liberi professionisti, associazioni di categoria, CAF ed enti di altro tipo, che hanno l’abilitazione ad usufruire del canale telematico Entratel dell’Agenzia delle Entrate ed utilizzano il servizio F-24 addebito unico.

 

Viceversa, per coloro che non possiedono partita IVA, il versamento può avvenire in forma cartacea e senza l’uso di canali telematici. Nello specifico il modello in forma cartacea può essere presentato presso:

  • banche;

  • uffici postali;

  • qualsiasi sportello degli agenti alla riscossione.

 

Il versamento delle somme può invece avvenire con le seguenti modalità:

  • presso le banche, tramite assegni bancari e assegni circolari;

  • presso gli agenti della riscossione con assegni o anche vaglia cambiali;

  • tramite carta Pagobancomat agli sportelli bancari e/o degli agenti della riscossione.

 

 

Il modello F-24 per quali pagamenti viene usato?

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Normalmente, il modello F24 viene utilizzato per pagare quasi tutte le imposte, dai premi ai contributi previsti dalla legge.

 

In particolari quelli degni di menzione sono:

  • l’imposta sul valore aggiunto (IVA);

  • l’Irap;

  • imposte sostitutive sulle vendite immobiliari;

  • le imposte sui redditi (IRPEF, Ires);

  • le ritenute sui redditi da lavoro e sui redditi da capitale;

  • imposte sostitutive dell’Irap e dell’IVA;

  • imposte sugli intrattenimenti ed imposte relative a scommesse e giochi;

  • diritti camerali;

  • Tares;

  • Imu;

  • pagamento Tasi;

  • Tari;

  • pagamento tasi prima casa;

  • canoni di locazione Inpdap, sulla base di comunicazione specificatamente trasmessa gli utilizzatori.

 

Quali vantaggi comporta il modello F24

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L’uso del modello F24 comporta diversi vantaggi tanto per il contribuente quanto per tutti quei Comuni che godono della convenzione con l’Agenzia delle Entrate.

 

Come vantaggi per i contribuenti, abbiamo:

  • la possibilità di usare un insieme di strumenti per fare il pagamento delle somme di denaro dovute;

  • l’opportunità di sfruttare la rete degli sportelli bancari e postali che si trovano su tutto il territorio nazionale.

 

Invece,  i principali vantaggi per i Comuni che godono della convenzione con l’Agenzia delle Entrate, sono i seguenti:

  • la possibilità di vedere accreditate in tesoreria le somme versate nel più breve tempo possibile, con la ovvia conseguenza di poter gestire più facilmente le proprie risorse finanziarie;

  • la possibilità di disporre in modo più veloce dei dati dei contribuenti che hanno versato le somme dovute in poco tempo, con la conseguenza di poter avviare dei controlli rapidi e precisi riguardanti la conformità dei pagamenti stessi.

 

Agenzia delle Entrate e canone Rai

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Il discorso Canone Rai è abbastanza spinoso, in particolare a partire dall’anno 2016, quando è stato stabilito che il canone tv venisse addebitato sulle fatture emesse dalle imprese elettriche in dieci rate mensili, a partire da gennaio fino  ad ottobre di ogni anno.

Qualora nessun componente della famiglia anagrafica sia titolare di contratto elettrico di tipo domestico residenziale il canone va versato attraverso un modello F24 entro il 31 gennaio di ogni anno.

Il modello F24 viene inoltre usato per il pagamento del canone Rai anche da tutti quei cittadini per i quali la fornitura di energia elettrica avviene nell’ambito delle reti non interconnesse con la rete di trasmissione nazionale.

 

Il versamento del canone tv in caso di rinnovo può essere eseguito:

  • in un’unica rata annuale, da versare entro il 31 gennaio (90,00 euro);

  • in due pagamenti semestrali, il primo entro il 31 gennaio e il secondo entro 31 luglio (45, 94 euro a rata);

  • in quattro rate trimestrali, a partire dal 31 gennaio, la seconda al 30 aprile, la terza al 31 luglio e l’ultima al 31 ottobre (23, 93 a rata).

 

Il canone può essere addebitato anche direttamente sulla pensione, purché il reddito familiare non vada oltre i 18.000 euro. Per fare ciò è necessario fare esplicita  richiesta al proprio ente pensionistico entro il 15 novembre dell’anno precedente a quello cui si riferisce l’abbonamento.

Le modalità con cui presentare la domanda vengono stabilite da ciascun ente, di cui poi è successiva premura comunicare al pensionato l’esito della domanda. Qualora sia positivo, sarà sempre l’ente a certificare successivamente che l’intero importo dovuto per il canone di abbonamento alla televisione è stato regolarmente versato.

Sono invece esonerati dal versamento del canone rai tutti gli over 75 che vantano un reddito non superiore a 6.713 euro. Altre categorie esonerate sono i diplomatici e militari stranieri e anche coloro possono dimostrare di non essere in possesso di un apparecchio televisivo.

 

Diversi codici tributi

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Ogni tributo viene contraddistinto attraverso un codice. Quelli appartenenti al modello F-24 sono i seguenti:

  • codici tributo IMU 3913, 3914, 3918

  • codici tributo TASI: 3958, 3959, 3960, 3961,3962 e 3963

  • codici tributo TARES 3944;

  • codici tributo 1655

  • codici tributo 1627

  • codici tributo 4001

  • codici tributo 3850

  • codici tributo 9001

 

 

Codice tributo IMU 3918

I codici tributo IMU sono i codici identificati e approvati dall’Agenzia delle Entrate per consentire il pagamento dell'IMU, ossia l’imposta municipale propria.

 

Tra i codici tributo Imu più utilizzati si trovano:

  • 3912 abitazione principale e relative pertinenze;

  • 3913 fabbricati rurali ad uso strumentale;

  • 3914 terreni;

  • 3916 aree fabbricabili;

  • 3918 altri fabbricati, come le seconde case;

  • 3923 interessi da accertamento;

  • 3924 sanzioni da accertamento;

  • 3925 Imu immobili ad uso produttivo classificati nel gruppo catastale D;

  • 3930 IMU immobili ad uso produttivo del gruppo catastale D.

 

I contribuenti, al fine di versare l'IMU 18, possono usare il modello F24 ordinario, o quelllo semplificato compilabile, in pdf o cartaceo, oppure tramite apposito bollettino postale.

Da ricordare che contribuenti possono compilare il modello F24 tramite un software dell’Agenzia delle Entrate ossia strumenti informatici diversi e poi provvedere al relativo pagamento all’Agenzia stessa per via telematica.

 

Codici tributo TASI: 3958, 3959, 3960, 3961,3962 e 3963

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La TASI è la “Tassa sui servizi indivisibili”, componente importante dell’attuale sistema di imposizione fiscale sugli immobili. Essa va pagata tramite modello F24 ed il contribuente deve stare molto attento ad inserire il corretto codice tributo da utilizzare per non sbagliare.

 

I codici inerenti alla TASI sono:

  • 3958      Tasi- tributo per i servizi indivisibili su abitazione principale e relative pertinenze;

  • 3959      Tasi- tributo per i servizi indivisibili per fabbricati rurali ad uso strumentale;

  • 3960      Tasi- tributo per i servizi indivisibili per le aree fabbricabili;

  • 3961      Tasi- tributo per i servizi indivisibili per altri fabbricati;

  • 3962      Tasi- tributo per i servizi indivisibili - interessi su ravvedimento;

  • 3963      Tasi- tributo per i servizi indivisibili - sanzioni su ravvedimento.

 

Codice tributo TARES 3944

I codici tributo, come il 3944 al pagamento della TARES, cioè la tassa che si paga sui rifiuti. Questa è una tassa da pagare in due rate, una per l’acconto e una per il saldo. Comprende tutti i servizi inerenti alla raccolta, al recupero, e allo smaltimento di tutti i rifiuti cittadini.

Per poter pagare la relativa quota TARES va compilato un modello F24 con il giusto codice tributo.

Nello specifico il codice 3944 è così catalogato dall’Agenzia delle Entrate:

Tari -tassa sui rifiuti -articolo 1- comma 639-legge 147 del 27/12//2013 / tares – articolo 14, decreto legge n. 201 del 6/12//2011.

Il modello F24 si può prendere direttamente alle Poste o in Banca, oppure può esesre scaricato dal sito internet dell’Agenzia delle Entrate. Qui dovrete inserire dati quali il codice del Comune, il luogo in cui si trova l’immobile nonché il numero degli immobili, l’importo a debito, la rateazione e infine  l’anno per cui si effettua il pagamento.

 

Codice tributo  9001

il Codice tributo 9001 fa riferimento ai debiti fiscali da accertamento automatico, comunicati attraverso lettera dall'Agenzia delle Entrate. Ecco istruzioni su cosa fare con il modello F24.

Il pagamento può essere richiesto anche per dichiarazioni di imposte inferiori rispetto a quelle risultante dai controlli.

L’avviso inviato al contribuente o all’intermediario contiene tutte le istruzioni sul tributo contestato e sulla somma da versare attraverso il modello F24.

 

Codice tributo 1655

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Il codice tributo 1655 è nato grazie alla circolare n. 9/E del 2014, per permettere il recupero del credito da parte dei sostituti di imposta che erogano ai lavoratori il bonus 80 euro.

Esso quindi viene utilizzato per recuperare il credito che i sostituti d’imposta maturano dopo aver erogato il bonus 80 euro ai lavoratori dipendenti

È stata la circolare n. 9/E/2014 dell’Agenzia delle Entrate sul codice tributo 1655 a chiarire che il recupero del credito si verifichi attraverso compensazione con le somme a debito utilizzando il modello di pagamento F24.

Il codice tributo 1655 deve essere utilizzato nella sezione erario del modello F24 nella colonna «a credito».

 

Codice Tributo 1627

Il codice tributo 1627 è usato dal contribuente con il modello F24 affinchè possa valere la compensazione di un importo a credito, inerente alle eccedenze sui versamenti delle ritenute effettuate sui redditi da lavoro e assimilati.

Quindi questo  codice tributo va utilizzato per una compensazione con un debito fiscale e fa parte della sezione “ Erario”.

Nel corso dell’anno, il datore di lavoro, come  sostituto d’imposta, versa al Fisco le imposte sui redditi dei propri dipendenti, tramite l’applicazione delle ritenute mensili.

All’indomani  del D.lgs. n.175/2014, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che le eccedenze versate dal sostituto d’imposta vadano recuperate con lo scomputo dei versamenti successivi, usando il classico modello F24.

 

Codice tributo 4001

ll codice tributo 4001 è uno dei più importanti al fine della compilazione di un modello F24. Esso fa riferimento al saldo Irpef e all’imposta sul reddito per le persone fisiche

 

A tal guisa è utile ricordare che il  codice 4001, vale per molti contribuenti, tra cui:

  • Dipendenti, pensionati, co.co.co;

  • Imprenditori artigiani e commercianti, lavoratori autonomi e occasionali;

  • Professionisti titolari di partita Iva, persone fisiche senza partita Iva.

 

Codice tributo 3850

il codice tributo 3850 è invece un codice da usare per disporre il pagamento del diritto camerale che ogni impresa, regolarmente iscritta nel Registro delle Imprese, è tenuta a versare alla Camera di Commercio.

Il versamento del diritto camerale si esegue attraverso un semplice modello F24 in un’unica soluzione. In questo articolo abbiamo fornito info sui principali codici tributo che il classico contribuente si trova a dover gestire; l'elenco completo dei codici tributo lo si può leggere sul portale anee.it.

 

Sito ufficiale Agenzia delle Entrate

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Il sito ufficiale dell'Agenzia delle Entrate è raggiungibile digitando il seguente url: http://www.agenziaentrate.gov.it. Dalla homepage è possibile subito accedere da menu principale alle principali categorie, ovvero: Cittadini, Imprese, Professionisti, Intermediari, Enti e Pubblica Amministrazione ed infine la sezione dedicata alle informazioni utili sull'ente stesso.

Per registrarsi al portale e usufruire dei servizi online con il login è necessario indicare il proprio profilo e successivamente richiedere un codice PIN. I servizi del sito sono catalogati in: agevolazioni, dichiarazioni, pagamenti, rimborsi, fabbricati e terreni, accertamenti e regolarizzazioni, istanze, comunicazioni.

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