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Come aprire una palestra

 

L’amore per il proprio benessere fisico ha portato ad un vero e proprio boom di iscrizioni presso le palestre. Ciò fa si che fa sì che i centri sportivi vengano considerati un’alternativa stuzzicante sul piano degli investimenti. In molti infatti decidono di avviare come attività una palestra, facendo combaciare la passione per lo sport con il desiderio di creare una valida e solida entrata economica.

 

In linea di massima non esistono particolari regole o iter burocratici particolari, purché si resti nei requisiti previamente indicati dalla legge. Il nostro ordinamento infatti richiede il rispetto di alcune normative nazionali e regionali affinché possa essere avviata un’attività di questo tipo in piena regola.

 

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Palestra dove praticare bodybuilding, aerobica, fitness, arti marziali, boxe, danza o ginnastica in generale... tutto il processo burocratico può apparire cavilloso, ma in fondo parliamo pur sempre di un’attività peculiare che ci mette in relazione, in un certo senso, con la salute delle persone. E ovviamente non si scherza con la salute altrui.

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Palestra privata: i requisiti generali

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Partiamo dal presupposto che oggi come oggi anche una palestra può essere avviata sia in modalità privata sia in franchising.

Per quel che concerne la palestra privata, trattasi di un luogo esclusivo dove chi si iscrive può praticare sport o mantenersi in allenamento, per migliorare il proprio stato psicofisico. Affinché possa essere aperta una palestra degna di menzione e soprattutto in linea con la normativa vigente, occorre che il titolare rispetti alcuni requisiti.

Queste prime regole generali sono quelle indicate negli articoli 11 e 92 del TULPS. Più nel dettaglio, c’è bisogno che il titolare non sia mai incorso in condanne penali e pene restrittive della libertà personale superiori a tre anni. Al contempo non deve mai essere stato sottoposto a sorveglianza speciale o a misure di sicurezza personale. Né deve essere mai stato accusato dei reati contro la moralità pubblica e il buon costume, contro la sanità pubblica o per giochi d'azzardo.

Deve altresì non aver mai dovuto far fronte a contravvenzioni per stato di ubriachezza o per assunzione di sostanze stupefacenti. Insomma, la fedina penale deve essere completamente pulita e libera da accuse di reati gravi.

 

Iter burocratico per l’inizio dell'attività

Per quanto riguarda l’iter burocratico, anche l’avvio di un palestra richiede la presentazione della dichiarazione SCIA ai sensi dell'articolo 19 della Legge 7 agosto 1990, n. 241. C’è bisogno dunque di recarsi al Comune presentando istanza di autorizzazione, affinché possa essere aperto un impianto per l’esercizio do attività motoria ricreativa.

Accanto a questo modello vanno presentati altri documenti. In primis bisogna munirsi della copia di polizza assicurativa di responsabilità civile e professionale verso terzi, nonché della planimetria del locale che abbiamo scelto.

Va inoltre aggiunta alla documentazione la dichiarazione di conformità ai sensi della Legge n. 46 del 5 marzo 1990 inerente agli impianti tecnologici (soprattutto quelli elettrici e dell’aria).  Non deve poi mancare una relazione tecnica di un professionista abilitato il quale possa attestare che tali impianti siano conformi a norma.

 

 

Altri documenti immancabili nella presentazione della domanda sono:

  • certificato di idoneità statica firmato da un professionista che attesti la conformitàdelle strutture portanti;

  • valutazione dell'impatto acustico;

  • Assenso sui requisiti igienici proveniente dall'autorità sanitaria di vigilanza;

  • dichiarazione di accettazione dell'incarico da parte del direttore tecnico e del responsabile sanitario;

  • elenco delle attività svolte.

 

Personale e titolo di studio

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Affinché possa essere avviata una palestra ad hoc c’è bisogno di avere al suo interno un team di collaboratori specifici del settore. Ragion per cui non può mancare almeno un istruttore abilitato (ai sensi delle norme regionali di regolamento previste in materia) coadiuvato da un direttore tecnico e da un responsabile sanitario con laurea in medicina e in chirurgia.

Trattandosi poi di un’attività mirata, ovviamente anche i titoli di studi hanno la loro valenza. Per cui per svolgere l’attività in palestre o centri sportivi occorre essere in possesso sia di una laurea in Scienze Motorie sia di una qualificazione tecnica acquisita presso le Federazioni Nazionali affiliate al CONI.

 

Il tipo di società

La ragione sociale e la forma giuridica della società non sono elementi peculiari, nel senso che si può optare tanto per una SNC tanto per una SAS. Così come si può preferire un’impresa individuale,una società a responsabilità limitata nonché una cooperativa con soci contitolari.

Ovviamente questo è elemento base per poi regolarizzarsi con tutti i documenti necessari. Rivolgendosi ad un commercialista quest’ultimo ci indirizzerà a munirci di tutte le autorizzazioni e certificazioni necessarie per stare in regola con la legge.

 

Tra questi documenti non possono mancare:

  • Domanda di attribuzione del numero di partita Iva;

  • dichiarazione di inizio attività all'Agenzia delle entrate;

  • Autorizzazione sanitaria, ottenuta dall’Azienda Sanitaria Locale.

 

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La scelta dei locali

La palestra è un luogo molto particolare, per cui altrettanto particolare deve essere il locale adibito a questa attività. Più che altro deve trattarsi di un locale che abbia tutti i requisiti richiesti per l’agibilità e per la prevenzione incendi.

L’attività di palestra deve essere esercitata in un luogo che abbia la compatibilità con la destinazione d’uso prevista dal PUC (piano urbanistico comunale). Se le norme e i requisiti sono tutti a posto, si passerà al controllo sulla installazione di un impianto di ventilazione meccanica, rispettando il contenuto del Decreto Ministeriale 01 febbraio 1986 e le norme CEI circa un impianto elettrico (Decreto Ministeriale 22 gennaio 2008, n. 37).

In base alla capienza stabilita cambierà la dimensione del locale: qualora decidessimo che il nostro centro sportivo possa ospitare più di cento persone, l’area del locale deve essere di almeno 200 mq, corredata di appositi documenti sul rischio incendio. Tali regole più cavillose, per la salvaguardia dei clienti, sono contenute nel dPR n.151 del 1 agosto 2011.

 

Marketing

La pubblicità è l'anima del commercio e pertanto avviare una campagna di marketing su vari canali non può che portare vantaggi e soprattutto nuovi clienti. All'inizio sarà utile promuovere abbonamenti scontati mensili o annuali su piccole testate locali e magari sfruttando anche il volantinaggio. Fondamentale sarà avere un portale vetrina dell'attività, realizzato da agenzia seo professionale. Il preventivo sito web in genere varia da poche migliaia di euro per siti statici e con poche pagine e poco lavoro di indicizzazione seo fino a molte migliaia di euro per siti più elaborati e dove è stato fatto un grande lavoro per l'indicizzazione delle key di interesse.

 

Aprire una Palestra in franchising

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Fino ad ora abbiamo parlato di tutti i requisiti che il titolare di una palestra deve possedere e rispettare. Ovviamente quando si tratta di attività privata.

Tuttavia è bene considerare l’idea anche di lanciarsi in questo investimento attraverso la formula del franchising, che andrebbe ad alleggerire non di poco tutto l’iter burocratico da fare per l’avvio della attività.

Grazie alla nuova tendenza del benessere fisico, del piacere estetico, in Europa e anche in Italia, si sono sviluppate molte catene nazionali, con marchio rilevante che consentono l’affiliazione ai piccoli imprenditori. Questi ultimi, diventano affiliati si incanalano in un’attività fatta  dimolti vantaggi, e di agevolazioni sul piano dei guadagni.

In tal senso, coloro che decidono di aprire una palestra si affidano ad un’azienda madre che prima di ogni altra cosa affianca il piccolo imprenditore. Cerca cioè di trasmettergli tutte le competenze e la formazione necessaria per dar vita al proprio business: lo seguirà cioè sia sul piano burocratico che su quello tecnico e persino nell’allestimento del locale.

Alcuni marchi importanti addirittura propina ai suoi affiliati una serie frequente di corsi di aggiornamento professionale gratuito, ovvero dei seminari che mostrano tutto le ultime novità e tendenze sul world fitness.

Il vantaggio del franchising non si esaurisce certo qui. Anzi, la casa madre aiuta il suo affiliato anche nell’acquisto delle attrezzature, dal momento che spesso queste hanno un costo davvero esorbitante. Ecco dunque che la casa madre indirizza il piccolo imprenditore ad effettuare un acquisto serio e consapevole, magari fatto a rate o in leasing per non gravare troppo sull’investimento effettuato. Il tutto completato dalla garanzia dell’assistenza tecnica e dalla possibilità di avere una palestra super tecnologica con prodotti di ultimissima generazione.

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