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Ritenuta d’acconto: cos’è, come funziona, calcolo e quando si applica

 

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Sebbene si tratti di un argomento piuttosto complesso, cercheremo a grandi linee di illustrare cos’è la ritenuta d’acconto, inizieremo dalla definizione, cos'è e come funziona, quando si applica e come calcolarla, forniremo inoltre un modello fac simile di ritenuta d'acconto da utilizzare in caso di collaborazione occasionale.

Questo articolo vuole essere una guida completa sulla ritenuta d'acconto, sulle diverse tipologie di ritenute d'acconto in base alla varietà dei lavori occasionali.

Prima di iniziare, ricordiamo che la ritenuta d'acconto è disciplinata nell'articolo 64 comma 1 del d.p.r. 600/1973. In basso troverete anche un modello ritenuta d'acconto (no fac-simile, ma già pronto da compilare) da scaricare in formato Word DOC pronto da compilare ed eventualmente modificare in PDF.

 

 

Che cos’è la ritenuta d’acconto?, la definizione

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Definizione ritenuta d'acconto: Si tratta di una trattenuta su una cifra di denaro dovuta ad un collaboratore o un fornitore che viene applicata dal datore di lavoro a titolo di acconto o anticipo sulle imposte di quest'ultimo.

Cosa significa questo? Si tratta di applicare un’anticipazione dell’imposta che si andrà poi a pagare in un secondo momento. La ritenuta a titolo di acconto viene applicata a chi ottiene compensi in qualità di libero professionista e pertanto dalla somma dell’importo della fattura o ricevuta si andrà a sottrarre  una ritenuta equivalente al 20%.

Facciamo un esempio pratico: se si percepisce la somma di 10.000€ verrà applicata la ritenuta pari al 20%. Quindi questo significa che sostanzialmente la somma netta che si percepirà sarà di 8.000€ mentre i 2.000€ dovranno essere versati all’Agenzia delle Entrate perché rappresentano un anticipo sulle imposte.

A colui che riceve il suddetto compenso, verrà rilasciato un documento dove verrà illustrato l’importo lordo, la ritenuta trattenuta e dunque, l’importo netto che gli spetta. Questa certificazione servirà successivamente per la presentazione della dichiarazione dei redditi.

Se dalla dichiarazione dei redditi emerge che il contribuente rientra in una fascia di tassazione più elevata, in questo caso sarà lui stesso a versare le imposte spettanti, se invece accade il contrario, ovvero le tasse versate in qualità di ritenuta d’acconto sono minori o non sono dovute, allora sarà L’Agenzia stessa che dovrà eseguire un rimborso in merito alle somme eccedenti.

In parole povere lo Stato si fa furbo, in quanto lo stesso dice, il 20% lo dai prima a me come acconto sull'Irpef, poi me la vedo io in base al reddito del beneficiario se rimborsarlo o no. Tale soluzione imposta dallo Stato Italiano è dunque una mossa per combattere l'evasione fiscale

 

Quanti tipi di trattenute d’acconto esistono?

Ce ne sono tantissime, ma alcune sono di difficile applicazione e pertanto non vengono proprio prese in considerazione. Quelle maggiormente utilizzate sono:

·         Ritenute d'acconto sui redditi di lavoro autonomo;

·         Ritenute d'acconto sui redditi di lavoro dipendente.

 

Le ritenute sui redditi di lavoro autonomo

Quando si svolge una prestazione occasionale, il beneficiario dei compensi indicherà sul documento una ritenuta pari al 20% (ricordiamo però che le aliquote possono variare e non sono solo del 20%, come d'altronde vedremo in seguito). Il committente d’altro canto dovrà versare la somma trattenuta con il modello F24.

Al lavoratore gli verrà inviato un documento verso la fine del mese di febbraio dove saranno illustrate nel dettaglio le imposte versate.

 

Le ritenute sui redditi di lavoro dipendente

Anche le ritenute sui redditi di lavoro dipendente sono disciplinate dall’articolo 23 del DPR 600/1973. In questo caso la ritenuta verrà eseguita direttamente dal datore di lavoro. Qualsiasi dipendente che abbia in mano una busta paga può verificare lui stesso  la presenza delle trattenute a titolo di Irpef che ogni mese contribuiscono a diminuire il compenso lordo.

Anche qui il datore di lavoro è tenuto entro il 31 marzo a rilasciare la certificazione unica dove viene indicato il reddito erogato al lavoratore e le ritenute fiscali applicate. Questo vale sia per le retribuzioni del lavoratori a tempo indeterminato che a tempo determinato.

Oltre a questi due tipi di trattenute sui compensi, esistono altresì le ritenute sui redditi di capitale. Come funzionano? In pratica viene effettuata una detrazione a titolo di imposta o di acconto sugli introiti che derivano direttamente da un investimento finanziario.

 

Ritenuta d’acconto a prestazione occasionale: ecco come funziona a livello pratico

Per mezzo di questo strumento, il collaboratore occasionale (un professionista, un'agenzia, una figura professionale qualunque) può eseguire un determinato lavoro per un periodo di tempo limitato nei confronti di un committente pur non disponendo della Partita IVA.

In questo caso la natura del rapporto è del tutto occasionale in quanto il lavoro che svolge non è subordinato.

Al termine del lavoro, il collaboratore deve compilare una ricevuta in tutte le sue parti che dovrà consegnare al committente il quale dovrà provvedere a saldarla.

A volte, per velocizzare l'operazione, è il committente stesso che fornisce al collaboratore il modello di ritenuta d'acconto da compilare.

 

 

Ritenuta d’acconto a prestazione, come si compila e i dati necessari

Dal punto di vista fiscale la ritenuta d'acconto deve contenere le seguenti voci:

·La data e il numero della ricevuta;

·I dati del collaboratore (incluso codice fiscale);

·I dati del committente (inclusi codice fiscale e partita IVA);

·La descrizione dell’attività prestata;

·L’importo del compenso lordo;

·L’importo della ritenuta d’acconto;

·L’importo netto (lordo - ritenuta d’acconto).

 

Una volta che il committente avrà in mano la ricevuta compilata in ogni sua singola parte dovrà provvedere a saldarla, versando l’importo netto al collaboratore e d’altro canto versare l’importo della ritenuta direttamente allo Stato entro il 16 del mese successivo alla data della ricevuta.

In basso puoi scaricare con veloce download il modulo della ritenuta d'acconto in formato Word pronto da compilare e trasformare successivamente in PDF.

 

Ritenuta d’acconto: aliquote, base imponibile, codice tributo, tipologia di compensi

La maggior parte delle volte l'aliquota da calcolare è del 20%, ma la legge specifica anche altre aliquote che variano in base alla tipologia di compensi e di lavoro effettuato dal collaboratore occasionale. Andiamo ad eseminare caso per caso:

 

Reddito su cui si applica   Tipo di tassazione Aliquota  Base imponibile   Codice tributo
Lavoro autonomo e occasionale ritenuta d’acconto 20% 100% 1040
Onorari amministratori di condominio ritenuta d’acconto 20% 100% 1040
Onorari per servizi resi a condomini da persone fisiche e società di persone soggetti ad IRPEF ritenuta d’acconto 4%
100%
1019
Onorari per servizi resi a condomini da società di capitali ed enti soggetti ad IRES ritenuta d’acconto 4% 100% 1020
Proventi derivanti dall’utilizzazione di brevetti industriali e di processi, formule, opere dell'ingegno ed altro ritenuta d’acconto 30% 75% 1040
Utili da contratto di associazione in partecipazione (quota lavoro) ritenuta a titolo d’acconto 20% 100% 1040
Proventi per cessione diritti d’autore ritenuta d’acconto 20% 60% 1040
Entrate da vendite a domicilio ritenuta a titolo d’acconto 23% 78% 1038
Provvigioni (ad esempio i proventi per agenti e rappresentanti) ritenuta a titolo d’imposta 23% 50% 1038
Redditi di lavoro autonomo di soggetti non residenti (anche occasionale o sotto forma di partecipazione agli utili) ritenuta a titolo d’acconto 30% 100% 1040
Onorari per levata protesti esercitata dai segretari comunali ritenuta a titolo d’imposta 20% 85%  

 

Quando la ritenuta d'acconto non si applica?

Abbiamo visto tutti i casi nei quali è obbligatorio utilizzare la ritenuta d'acconto per formalizzare un compenso dovuto a collaborazione occasionale. La normativa prevede anche che nel caso il compenso sia inferiore a 25,82€ non deve essere sottoposto a ritenuta, sia nel caso di committente privato, sia nel caso di committente ente pubblico.

 

Ritenuta d’acconto come si calcola?

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Il calcolo della ritenuta d'acconto è piuttosto semplice e veloce. Per chi non ha tempo da perdere, sul web sono presenti moltissimi siti online che mettono a disposizione un calcolatore automatico. Basta compilare i vari campi nel form sottostante e voilà in pochissimi secondi si potrà verificare quant’è la trattenuta che il committente dovrà versare allo Stato e di conseguenza l’importo netto spettante. Nel momento in cui tutte le fatture emesse saranno in formato elettronico (puoi approfondire su www.ilfisconline.it), come ad esempio in Excel, basterà impostare la cifra e l'aliquota per avere il calcolo esatto.

Tuttavia vediamo in dettaglio come si calcola e definiamo un metodo semplice per poter andare a calcolare l’importo della ritenuta d'acconto magari aiutandosi con la calcolatrice se non si ha la possibilità di poter accedere a uno dei siti appositi come illustrato in precedenza.

 

 

Ottenere l’importo netto e ritenuta dall’importo lordo

Qui la procedura da svolgere è molto semplice: bisogna tenere in considerazione che l’importo netto è all’80% mentre la ritenuta al 20% (facciamo l'esempio più frequente di aliquota al 20%).

Per poter ottenere i seguenti valori, il metodo più facile è quello di utilizzare una calcolatrice: per ottenere l’80% di un numero basta moltiplicarlo per 0.8, stessa cosa dicasi  per la ritenuta, ovvero moltiplicare l’importo lordo per 0.2.

 

Quindi in altri termini il calcolo da fare manualmente è il seguente:

·         L’importo netto= Lordo x 0.8

·         Ritenuta= importo Lordo x 0.2

 

Ottenere l’importo lordo e ritenuta a partire dal netto

Molto spesso succede l’inverso ovvero ci si accorda sull’importo netto spettante e di conseguenza si dovrà calcolare quello lordo.

Un errore molto comune è quello di aggiungere all’importo netto il 20%. E’ assolutamente sbagliato! In questo caso invece è doveroso aggiungere il 25%.

 

Pertanto per non incorrere in nessun errore bisogna procedere con l’operazione inversa, ovvero dividere anziché moltiplicare.

Quindi il risultato che ne consegue è il seguente:

·         Importo lordo= Netto: 0.8;

·         Ritenuta= Netto per 0.25, oppure in alternativa si può procedere in questo modo: Lordo – Netto.

 

E’ importante sottolineare un piccolo aspetto: l’aliquota da applicare non è sempre al 20%, ci sono alcuni tipi di reddito a cui andrà applicata un’aliquota pari al 30%, come abbiamo già visto:

·         Prestazioni di lavoro autonomo per soggetti non residenti in Italia;

·         Compensi erogati ad amministratori di condominio non residenti;

·         Redditi derivanti da brevetti, opere dell’ingegno, formule, processi corrisposti a soggetti non residenti;

·         Incaricati alle vendite a domicilio (in questo caso la ritenuta di imposta è apri al 23%).

 

Ritenuta d’acconto quando si applica?

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La ritenuta d’acconto si applica in tutti questi casi:

·         Prestazioni di lavoro autonomo o di natura occasionale;

·         Prestazioni di lavoro rese a terzi;

·         Sui redditi che derivano dalla cessione dei diritti d’autore;

·         Sugli utili di società a responsabilità limitata o società in accomandita per azioni;

·         Sugli utili che derivano da contratti di associazione per partecipazione.

 

Meglio ritenuta d'acconto o Partita IVA?

Quando conviene lavorare come collaboratore occasionale e quando con Partita IVA?

Nel primo caso il vantaggio è quello di avere un rapporto nel vero senso "occasionale" con il datore di lavoro soprattutto se nel breve periodo non si prevede di ottenere altri lavori con lo stesso. C'è da dire che con la collaborazione occasionale nè il committente nè il collaboratore versano contributi previdenziali all'INPS. Dunque questo lo si può vedere come un grosso svantaggio in quanto non si vanno ad accumulare contributi per una purtroppo "ipotetica" pensione.

Bisogna tener bene a mente che se si è lavoratori indipendenti e i nostri guadagni superano i 5.000 euro all'anno, è fortemente consigliabile aprire una partita IVA presso l'Agnezia delle Entrate innanzitutto per regolarizzare la propria posizione fiscale, e poi per godere di alcuni vantaggi che la stessa può offrire come ad esempio nel regiome forfettario, ovvero agevolazioni delle aliquote IRPEF e accumulo dei contributi pensionistici.
Sotto i 5.000 euro è bene fare le proprie valutazioni e soppesare tutto attentamente ion quanto le spese di gestione potrebbero incidere pesantemente sugli utili.

 

Modulo ritenuta d'acconto download

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Mettiamo a disposizione degli utenti il modulo ritenuta d'acconto in formato Word che puoi scaricare con veloce download. Il modulo è già pronto per essere compilato, una volta terminata la scrittura di ogni sua parte consigliamo di trasformarlo in PDF grazie ai numerosi tool online che puoi trovare digitando su Google key come: Word to PDF.

 

 

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