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Come avviare un negozio di elettrodomestici

 

Quando si parla di elettrodomestici si fa riferimento a dispositivi alimentati a energia elettrica che sono concepiti per essere usati in casa. Tuttavia, alcuni degli utensili che attualmente vengono considerati come elettrodomestici erano presenti già prima che si arrivasse all'elettrificazione: il loro funzionamento era garantito, a seconda dei casi, dall'energia fisica degli uomini o da quella degli animali. Basti pensare, per esempio, alla lavatrice che veniva azionata a mano, ma anche al frullatore; o, ancora, ai massaggiatori a rullo e agli aspirapolveri a soffietto.

 

 

L'avvento degli elettrodomestici

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L'elettrificazione di utensili di impiego comune è stata tentata, in un primo momento, per gli oggetti di dimensioni contenute: alla fine del XIX secolo i bollitori e le teiere furono tra i primi protagonisti di queste sperimentazioni. In seguito sono arrivati i motori elettrici a induzione, sviluppati grazie all'intuizione di Nikola Tesla, per i quali è stata prevista un'applicazione per le tecnologie della quotidianità: fondamentale è stato il contributo di Chester Beach e di L. H. Hamilton, grazie a cui si è beneficiato di una riduzione delle dimensioni. Si è giunti, così, alla seconda generazione di elettrodomestici, per mezzo dei quali la forza elettrica ha preso via via il posto della forza muscolare.

 

Come si apre un negozio di elettrodomestici

Ma che cosa bisogna fare, oggi, per avviare un'attività di rivendita di elettrodomestici? In primo luogo occorre sapere che non c'è bisogno di alcun tipo di licenza, a condizione che la superficie del locale non superi i 250 metri quadri, se l'esercizio è situato nel territorio di un Comune con più di 10mila residenti. Se così non fosse, la superficie può essere al massimo di 150 metri quadri. Per quel che concerne gli adempimenti burocratici di cui ci si deve occupare, il più importante è il modello Scia, che corrisponde alla Segnalazione Certificata di Inizio Attività, che deve essere consegnato insieme con gli elaborati planimetrici e gli allegati tecnici del locale. Per evitare inconvenienti, è consigliabile richiedere il supporto di un'associazione di categoria o, in alternativa, di un commercialista.

 

La partita Iva

A questo punto, arriva il momento della partita Iva, che deve essere richiesta presso l'Agenzia delle Entrate nel caso in cui non se ne sia già in possesso. Dopo aver portato a termine l'iscrizione al Registro delle Imprese, è la volta dell'iscrizione assicurativa presso l'Inail, l'Istituto Nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro, accanto all'iscrizione contributiva e previdenziale dell'Inps, l'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale. L'installazione delle insegne pubblicitarie deve essere autorizzata, mentre per la sicurezza sul lavoro è necessario redigere un piano dei rischi ad hoc.

 

 

L'assortimento di prodotti

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Dalle lavastoviglie ai frigoriferi, dai televisori ai forni a microonde, sono numerose le referenze tra cui scegliere in una rivendita di elettrodomestici. Questi ultimi dovrebbero essere distinti, all'interno del locale, in base alla categoria, anche se un'altra suddivisione possibile è quella che si basa sulle dimensioni. I personal computer, le lavastoviglie, i dispositivi hi fi, i monitor, i robot da cucina, i forni e i telefoni sono i protagonisti principali dell'assortimento di un negozio di questo tipo.

 

Le indagini di mercato

Prima di aprire qualsiasi genere di attività commerciale, e quindi anche un negozio di elettrodomestici, può essere utile sviluppare una preventiva indagine di mercato, che permetterà di trovare risposte a molteplici dubbi: grazie a una ricerca approfondita, infatti, si può prendere in esame il contesto in cui si andrà a operare, tenendo conto anche degli eventuali competitor. Il modus operandi della concorrenza merita di essere analizzato con cura, e lo stesso dicasi per il target a cui si vuole mirare. Da non sottovalutare l'idea di abbinare il servizio di rivendita con un laboratorio di riparazioni, grazie a cui gli avventori possono essere fidelizzati. Inoltre, per permettere alla clientela di pagare i prodotti a rate, è bene non dimenticare l'importanza di una convenzione da stipulare con un istituto finanziario. Infine, si può pensare a reclutare il personale: voglia di mettersi in gioco e competenze specifiche nel settore sono i plus su cui basarsi per la scelta dei dipendenti.

 

La scelta del locale

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Uno degli aspetti più importanti nel definire il successo o l'insuccesso di un'attività commerciale è rappresentato dalla location. Ciò vale, ovviamente, anche per un negozio di elettrodomestici, per il quale è indispensabile individuare un locale adeguato. L'analisi di mercato a cui si accennava in precedenza serve, tra l'altro, per verificare la presenza di esercizi simili nelle vicinanze, così che si possa delineare in modo preciso il target di riferimento, da cui dipendono le probabilità di successo. Una volta individuato uno spazio che si reputa idoneo, si può dare il la ai lavori. Il consiglio, che può sembrare banale ma che in realtà è decisivo per gli affari, è quello di optare per un locale che disponga di un ampio parcheggio o che comunque sia vicino a un certo numero di stalli di sosta, possibilmente gratuiti.

 

Il locale va affittato o acquistato?

L'alternativa tra l'affitto e l'acquisto dipende, naturalmente, dal budget iniziale che si è disposti a investire. Il rischio di avere a che fare con un canone di locazione molto elevato è tanto più elevato quanto più ci si trova vicini al centro città, ed è per questo che una buona soluzione può essere quella di puntare su una location in periferia, dove i prezzi saranno più bassi. L'aspetto estetico del negozio va curato in tutti i particolari, dal momento che esso deve essere in grado di attirare la clientela promettendo un'esperienza piacevole. Per di più, si parla di una rivendita di prodotti destinati alla casa: ecco perché è indispensabile riuscire a trasmettere una sensazione di accoglienza e di familiarità. Occorre fare in modo che i clienti si sentano ospitati in un luogo piacevole e siano a proprio agio.

 

 

Quanto si spende per aprire un negozio di elettrodomestici

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Le voci che influiscono sulle spese che devono essere sostenute per l'apertura di un negozio di elettrodomestici non sono poche: detto dei costi correlati alla location - sia in caso di acquisto, sia in caso di locazione -, è necessario tenere conto anche di quel che si spenderà per il marketing. La pubblicità offline e quella online devono essere ben integrate: cartelloni pubblicitari sulle strade e post pubblicati sui social network, per quanto possano sembrare diversi, fanno parte di una stessa strategia di comunicazione. Tornando ai costi, ci sono quelli necessari per gli allacci delle diverse utenze e, ovviamente, gli stipendi del personale. Tutto considerato, si parla di diverse decine di migliaia di euro: ecco perché può essere utile contattare più istituti di credito per valutare la possibilità di ottenere un finanziamento.

 

L'importanza dell'aggiornamento

Nella lista dei requisiti che non possono mancare lungo la strada verso il successo c'è anche l'aggiornamento. L'attenzione alle novità del settore deve essere massima, soprattutto in un ambito come quello degli elettrodomestici in cui le innovazioni tecnologiche sono costanti e destinate a migliorare la vita quotidiana dei consumatori.

 

Come promuoversi sul web

Come si sottolineava in precedenza, per un negozio nuovo è fondamentale la pubblicità: farsi conoscere, magari anche con delle promozioni iniziali, vuol dire raggiungere una clientela che poi si dovrà tentare di fidelizzare. A seconda delle possibilità di spesa si può decidere se optare per la distribuzione di volantini nelle case della città in cui il negozio è ubicato o, magari, per inserzioni pubblicitarie sui giornali locali. Internet, a sua volta, è un alleato di cui ci si deve servire: occorre che la rivendita di elettrodomestici abbia una pagina Facebook e un profilo su Instagram, sia per far conoscere i prodotti in vendita, sia per stabilire una relazione con i potenziali clienti, attraverso canali di contatto che devono essere monitorati con costanza e tenuti sotto controllo in ogni momento.

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