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Come aprire un negozio di casalinghi

 

 

Alzi la mano chi non è mai entrato in un negozio di casalinghi! Almeno una volta nella vita sarà capitato a chiunque di ritrovarsi a fare un regalo all’interno di un punto vendita del genere, o magari per acquistare un complemento d’arredo che tanto si desiderava.

Insomma il negozio di casalinghi correla il bello e l’indispensabile e potrebbe rappresentare una buona idea imprenditoriale per generare un buon introito mensile.

Per chi ama gli articoli per la casa, allora ecco le informazioni che servono per  avviare la suddetta attività.

 

 

Aprire un negozio di articoli per la casa: cosa serve?

Erroneamente a quanto si possa pensare, per aprire un negozio di casalinghi non serve avere delle licenze specifiche o delle autorizzazioni particolari. Tuttavia ci sono dei requisiti che bisogna avere per far sì che il negozio possa partire con il piede giusto:

  • Capacità imprenditoriali;

  • Capacità di problem solving

  • Doti organizzative e gestionali;

  • Abilità nel dirigere il personale.

 

Aprire un negozio di casalinghi: iter burocratico

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Rispetto al passato, la procedura burocratica è diventata più snella, ci sono comunque sia, degli step da dover rispettare per fare tutto in regola.

Per essere dunque sicuri che la documentazione che occorre sia proprio quella giusta, è bene informarsi allo Sportello Unico Attività Produttive (SUAP) del comune competente per poter meglio capire le tempistiche e tutti i documenti che bisogna presentare.

Bisogna poi procedere alla presentazione della segnalazione di inizio attività (SCIA) e ottenere il nullaosta sanitario.

In pratica servono una serie di documenti che attestino che il locale rispetti i requisiti igienico-sanitari, i regolamenti edilizi della normativa urbanistica. Se non sussiste alcun problema il Comune non avrà motivi per negare il nullaosta e aprire così la propria attività.

Poi visto e considerato che si tratta pur sempre di un’attività commerciale è necessario aprire la P.IVA presso l’Agenzia delle Entrate, Iscriversi alla Camera di Commercio, regolarizzare le posizioni INPS e INAIL.

Aprire la P.IVA non è un’operazione complicata, basta scaricare il modulo direttamente dal sito ufficiale dell’Agenzia delle entrate e compilarlo in tutte le sue parti, oppure recarsi personalmente all’ente in questione e poi inviare il tutto tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, o presentato a mano.

Per chi decide di eseguire il tutto in modalità online occorre essere in possesso delle credenziali di accesso altrimenti è impossibile inviare la richiesta per via telematica.

Sbrigare l’intera documentazione non è di sicuro una cosa facile, per questa ragione consigliamo di rivolgersi ad un commercialista competente e professionale, capace di ridurre le tempistiche e d’altro canto garantire la corretta documentazione che occorre presentare.

 

 

Aprire un negozio di casalinghi: la scelta del locale

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Prima di scegliere il locale da destinare ai prodotti casalinghi è necessario eseguire un’attenta analisi di mercato in maniera tale da conoscere eventuali presenze di altri negozi nelle vicinanze e comprendere il target di riferimento per valutare le reali possibilità di successo.

Dopo aver valutato attentamente tutte le opzioni del caso a questo punto non resta che iniziare i lavori all’interno del negozio prescelto per poter dare vita ad un punto vendita per articoli per la casa. Naturalmente il negozio deve essere posizionato in un luogo ben trafficato dotato di ampio parcheggio.

Se si prende in considerazione tale soluzione è chiaro che il costo di affitto tende ad essere molto cospicuo rispetto alla scelta di una location situata in periferia. Tuttavia i guadagni in quest’ultimo caso potrebbero essere non propriamente alti, per cui prima di scegliere un locale piuttosto che un altro è doveroso farsi consigliare da chi di competenza.

Per far sì che l’attività abbia il dovuto successo, anche l’occhio vuole la sua parte, pertanto il negozio dovrà essere curato nei minimi dettagli. L’aspetto estetico è cruciale, è stato dimostrato da numerose ricerche che se il negozio si dimostra caldo, accogliente, armonioso, gli incassi aumentano, questo perché i clienti si sentono a proprio agio e l’atmosfera se creata nel modo giusto spinge inconsciamente il potenziale consumatore all’acquisto di un determinato articolo.

L’essenza di questo lavoro sta anche nell’aggiornamento, altro requisito essenziale per poter ottenere successo. Nel fare rifornimento dai grossisti, è necessario scegliere prodotti di tendenza in modo da stare a passo con i tempi, non male sarebbe anche aggiornarsi continuamente cercando informazioni sulle ultime tendenze, i nuovi accessori e i prodotti di ultima generazione come ad esempio le scope elettriche o a batteria (lascopaelettrica.it è un esempio di portale dove reperire informazioni utili).

 

Negozio di casalinghi: quanto costa aprirlo?

Non possiamo di certo fornire un costo preciso, ma indicativamente per poter avviare un negozio di casalinghi bisogna tenere conto di alcune voci, quali: affitto o acquisto della location, costi per la pubblicità e promozioni, allaccio delle varie utenze, l’allestimento, la presenza eventuale del personale.

Alla luce di ciò, il costo medio si aggira  intorno ai 30.000-40.000€. Una cifra non propriamente esigua, ma neanche esagerata. Tuttavia se non si dispone del suddetto capitale una soluzione sarebbe quella di rivolgersi a qualche ente creditizio e valutare la possibilità di un finanziamento.

 

Aprire un negozio di casalinghi: l’importanza della promozione

Soprattutto all’inizio è necessario fare della buona pubblicità per farsi conoscere sul mercato e ottenere con il tempo una buona fetta di clienti. Pubblicizzare dunque, la propria attività attraverso i canali tradizionali quali radio, tv, stampa può rappresentare un’ottima idea, ma non devono di certo mancare i mezzi di comunicazione online.

Così facendo, piano piano, il potenziale cliente potrà conoscere il proprio punto vendita e se reputa il prodotto offerto soddisfacente con un buon rapporto qualità/prezzo sicuramente farà di nuovo ritorno.

 

 

Aprire un negozio di casalinghi: la scelta del franchising

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Franchising si o franchising no? Sono molti gli aspiranti imprenditori che non sanno se è meglio indirizzarsi verso l’affiliazione oppure partire completaente da zero.

Tuttavia per entrambi i casi ci sono sia vantaggi che svantaggi, bisogna valutare e fare una scelta adeguata alle proprie necessità ed esigenze.

Sicuramente scegliendo la modalità franchising i costi saranno molto più sostenuti, ma occorre considerare che non è possibile fare delle scelte proprie, ma sarà la stessa casa madre che impartirà le direttive e bisognerà rispettarle.

Affiliarsi significa avere al proprio fianco un team di esperti qualificati, che hanno già studiato il mercato e sanno come muoversi  nella giusta maniera. Anche le campagne promozionali non vanno sottovalutate: spesso le spese sono proprio a carico dell’azienda madre, consentono di raggiungere il successo in poco tempo, cosa che è molto difficile che avvenga per un’azienda che parte da zero.

Oltre a ciò sono da considerare i corsi di formazione, di gestione tutte a carico dell’azienda madre. Tuttavia per poter entrare a far parte della rete è necessario versare una fee d’ingresso, di cui il capitale varia da azienda ad azienda.

In conclusione, aprire un negozio di articoli casalinghi può rappresentare una buona idea purché si posseggono i requisiti dapprima citati e si abbia un buon capitale iniziale.

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