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Tassa di soggiorno, come funziona e quanto si paga

 

 

I turisti che hanno viaggiato in lungo e largo per il mondo conoscono perfettamente il meccanismo della tassa di soggiorno. Una tariffa suppletiva al costo della propria camera d’albergo che viene corrisposto al momento dell’arrivo o della partenza. L’imposta di soggiorno è un contributo fisso che viene richiesto a tutti i viaggiatori che soggiornano in una struttura ricettiva, il cui costo varia a seconda della città visitata.

Quando si parla di tassa di soggiorno ci si riferisce ad un’imposta fissa che ogni visitatore deve corrispondere per ogni notte trascorsa presso un bed and breakfast, hotel o ostello, ma anche campeggi.

 

 

Tassa di soggiorno: cosa dice la Normativa?

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Introdotta dal Governo italiano il 3 marzo 2011 conseguentemente all’approvazione della legge sul federalismo fiscale municipale. Normativa che ha disposto che tutti i comuni turistici devono applicare una tassa ai turisti che soggiornano presso le strutture, tariffa che va da 1 euro fino ad un massimo di 5 euro a persona.

La tassa di soggiorno viene pagata direttamente dal cliente in loco e prelevata dalla struttura ricettiva addebitando il costo in aggiunta al servizio offerto al cliente, a prescindere dalla durata del viaggio. Il turista dovrà quindi versare un contributo fisso che varia in base al comune, per ogni giorno in cui soggiorna nella località prescelta senza distinzione tra alta e bassa stagione, se al mare, in montagna e se si visita una città d’arte.

Sarà ogni comune d’Italia a dover deliberare una tariffa fissa calcolata tenendo anche in considerazione le potenzialità storico artistiche che il Comune pensa di poter offrire ai propri visitatori.

Inoltre la tassa di soggiorno è destinata a finanziare interventi in materia di turismo che siano a sostegno delle strutture ricettive, così come opere di ristrutturazione o manutenzione di beni culturali e ambientali.

 

Soggetti esenti alla tassa di soggiorno

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Il contributo della tassa di soggiorno sul turismo deve essere versata da tutti i turisti che pernottano presso le strutture ricettive presenti in vari Comuni d’Italia, sia se hanno prenotato una vacanza tramite tour operator o un’agenzia viaggio.

Ma alcune categorie di soggetti sono assolutamente esenti dal versamento della tassa di soggiorno come i minori entro il 10° anno di età, malati e assistenti ai degenti ricoverati presso strutture sanitarie, ma solo per un accompagnatore per paziente.

Così come i genitori che accompagnano minori di 18 anni affetti da patologie, coloro i quali decidono di pernottare presso un ostello di gioventù. E infine autisti di pullman o accompagnatori turistici che svolgono attività di assistenza a gruppi organizzati da agenzie, in questa circostanza l’esenzione viene applicata per ogni autista o accompagnatore per un gruppo di massimo 25 partecipanti.

Per riuscire ad ottenere l’esenzione è necessario presentare la regolare documentazione e apposita certificazione della struttura sanitaria, affinchè vengano attestate le generalità del paziente e il periodo necessario a ricevere le cure sanitarie. L’accompagnatore dovrà inoltre dichiarare alla struttura ricettiva che il soggiorno è finalizzato all’assistenza sanitaria del paziente.

L’importo della tassa di soggiorno deve essere versato direttamente al gestore della struttura ricettiva ospitante, e che dovrà emettere una ricevuta nominativa o inserire l’importo in fattura indicandola come operazione fuori campo IVA.

I gestori delle strutture ricettive sono obbligati ad informare i clienti dell’applicazione della tassa di soggiorno oltre a dover dichiarare mensilmente all’ente, entro 15 giorni dal mese successivo, dati relativi al pernottamento degli ospiti, dal numero dei visitatori alla durata del soggiorno.

La dichiarazione dovrà essere effettuata tramite modulistica telematica predisposta dal Comune. Mentre i richiedenti dell’esenzione dovranno compilare la dichiarazione di esenzione reperibile sui siti istituzionali del Comune di appartenenza, riportando tutti i dati personali richiesti. Albergatori e comuni devono avvalersi di software telematico (come ad esempio PayTourist) dunque che gestisca sia lo scambio di dati che il database.

Il gestore della struttura ricettiva dovrà entro 15 giorni dalla fine del mese rigare la quota relativa alla tassa di soggiorno percepita al Comune di appartenenza, tramite pagamento bancario, con bonifico, carta di credito o bollettino di C/C postale intestato al Comune. O infine tramite pagamento diretto effettuato presso uno degli sportelli della Tesoreria Comunale.

Qualora il gestore della struttura non dovesse versare quanto percepito dalla tassa di soggiorno, anche solo parzialmente, regolarmente entro il 15° prima della fine del mese dovrà fare in modo di contattare il Comune per poter regolarizzare la propria posizione, in quanto l’importo varia a seconda del giorno di effettivo pagamento.

Nel  2011 erano solamente 13 i Comuni italiani che pretendevano il versamento della tassa di soggiorno ai turisti. Ma negli anni sempre più Comuni hanno approfittato di questa imposta, e solamente nel 2018 si contavano almeno 840 Comuni a richiedere la tassa di soggiorno, per un gettito fiscale pari a 460 milioni di euro.

 

 

Tassa di soggiorno Roma

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Dalla classifica delle città italiane con la più alta imposta sulla tassa di soggiorno troviamo Roma, seguita da Venezia, Firenze e Milano.

La misura della tassa di soggiorno nella Capitale varia a seconda della struttura ricettiva scelta per trascorrere la propria vacanza, importo che varia da 2€ al giorno per un campeggio, o anche 3,50€ per case vacanze, fino a raggiungere 4€ giornalieri per agriturismi e residenze turistiche alberghiere.

Gli alberghi hanno inoltre un ulteriore classificazione e in base al numero di stelle della struttura si dovrà corrispondere una cifra sempre più alta, 3€ per hotel di 1 o 2 stelle, 4€ per hotel a 3 stelle, 6€ per un 4 stelle e 7€ per alberghi di lusso a 5 stelle o superiori.

 

Tassa di soggiorno Firenze

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Dall’articolo 3 del regolamento comunale del 31/03/2016 l’imposta di soggiorno è obbligatoria per tutti i soggetti che pernottano nelle strutture ad ubicazione turistica del Comune di Firenze. Come per il comune di Roma anche per la città di Firenze esiste una classificazione delle strutture in base alla tipologia di struttura ricettiva scelta dal cliente, o al numero di stelle per la scelta di un hotel.

Per un hotel a 1 stella si dovrà versare la cifra di 1,50€, per un due stelle 2,50€, per un hotel a tre stelle 3,50€, mentre per un quattro stelle 4,50€ fino a raggiungere un massimo di 5,00€ per gli hotel a cinque stelle.

Mentre per tutti i campeggi presenti nel Comune di Firenze, o anche ostelli, case vacanze, aree di sosta si dovrà versare una tassa di soggiorno pari a 1,50€.

 

Tassa soggiorno Milano

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Per quanto riguarda la città di Milano la tassa di soggiorno è calcolata in base alle stelle degli alberghi o delle residenze turistiche, mentre per il resto delle strutture ricettive come Bed and Breakfast, case vacanze, affittacamere la tariffa prevista è di 2€ al giorno per persona.

Mentre per gli hotel a una stella la cifra della tassa di soggiorno sarà pari a 2€, hotel a due stelle 3€, alberghi a tre stelle 4€, e infine si dovranno versare 5€ per hotel a quattro o cinque stelle.

 

 

Tassa di soggiorno Venezia

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Venezia è una delle città più belle e caratteristiche al mondo, vanto dell'Italia. Andare una volta nella vita nella città dei dogi è un obbligo morale per tutti. Purtroppo per i turisti anche qui nella Serenissima è prevista una imposta di soggiorno introdotta dall'agosto del 2011. L'imposta deve essere versata da tutti i non residenti che visitano e pernottano nelle strutture ricettive del comune di Venezia. Anche per Venezia molte sono le figure esentate dal pagamento come minori e persone che sono in laguna per curarsi.

 

Tassa di soggiorno in Europa

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Nella meravigliosa capitale del Regno Unito, Londra non è previsto il versamento di alcuna tassazione aggiuntiva al costo di pernottamento, stessa situazione per Madrid e Oslo dove i prezzi relativi ai pernottamenti sono contenuti e l’iva viene addirittura restituita al turista.

In Portogallo dal 2016 è stata reintrodotta la tassa di soggiorno, ogni visitatore che sceglie Lisbona come meta turistica dovrà versare 1€. Ad Amsterdam e Berlino la tassa di soggiorno viene calcolata sul 5% del pernottamento, e a Parigi l’importo parte da 0,42 centesimi fino a raggiungere 1,50€ al giorno.

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