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Assegno bancario circolare non trasferibile

 

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Per definizione la dicitura "non trasferibile" su di un assegno significa che  lo stesso può essere incassato solo dall'intestatario indicato e non può essere girato ad altri.

Fino al 2011 se un assegno bancario era da considerare non trasferibile e quindi poteva essere incassato soltanto dalla persona o dalla società alla quale era intestato, chi lo emetteva doveva riportare questa scritta sul retro. Ma con l'entrata in vigore del Decreto Legge e delle successiva Legge che hanno modificato le norme per evitare il riciclaggio di denaro sporco c'è stato un abbassamento della soglia prevista per l'assegno non trasferibile, diventata obbligatoria per trasferimenti pari o superiori a 1.000 euro e non più a 2.500 euro.

 

 

Come funziona l'assegno bancario non trasferibile

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Da allora quindi in base alla nuova normativa anticiriciclaggio tutti gli assegni bancari sono già prestampati con la clausola 'non trasferibile', salvo esplicita richiesta contraria del cliente, mentre i  blocchetti di assegni privi della clausola 'non trasferibile' che possono essere utilizzati solo per importi inferiori a 1.000 euro si devono richiedere in banca versando 1,50 euro per ciascun assegno circolare come imposta di bollo.

L'esistenza della clausola 'non trasferibile' e l’indicazione del nome (o della ragione sociale) del beneficiario viene fondamentalmente considerata come una forma di maggiore sicurezza per il titolare del conto anche perché il primo scopo è quello di limitare i danni che potrebbero derivare dallo smarrimento o dal furto. Infatti la normativa antiriciclaggio tutela chi utilizza correttamente questa forma di pagamento ostacolando così gli utilizzi per scopi illeciti. Ed è bene ricordare che in caso di omissione della clausola di non trasferibilità o dell’indicazione del beneficiario, ma soltanto sugli importi pari o superiori a 12.500 euro, possono essere applicate sanzioni amministrative dall’1% al 40% dell’importo dell’assegno stesso.

 

 

Come si compila e quanto dura l'assegno bancario non trasferibile

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Ma come si compila un assegno bancario non trasferibile? (Cliccando il link vai alla guida dettagliata).

Basta specificare cognome e nome del beneficiario, l'importo totale sia in lettera che in cifra, la data e il luogo dell'emissione e la firma del possessore del titolo.  Le banche sono quindi obbligate a rilasciare i moduli di assegno bancario e ad emettere assegni circolari già recanti la dicitura 'non trasferibile'.

 

Scadenza assegno non trasferibile

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Ma per quanto tempo possono girare questi assegni? Non esiste una scadenza vera e propria per l’assegno non trasferibile a meno che non ci si debba rifare sul titolare qualora non ci siano fondi necessari per la sua copertura. In questo caso il tempo di incasso per l'assegno 'non trasferibile' corrisponde a otto giorni nell’ipotesi di immissione sulla stessa piazza della banca debitrice e di quindici giorni invece se l'immissione avviene su diversa piazza. L'assegno potrà essere incassato anche dopo questa scadenza, ma se non è coperto chi lo deve incassare non potrà rifarsi sul pagatore.

 

Assegno non trasferibile barrato o sbarrato

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Una particolare forma di assegno non trasferibile è quello barrato, o sbarrato, che si caratterizza per la presenza di due sbarre sulla facciata anteriore dell’assegno. Indicano l’obbligo  per la banca del soggetto emittente  di pagare esclusivamente l’assegno a un’altra banca o a un proprio cliente, impedendo quindi al beneficiario del titolo di poterlo incassare se non è titolare di alcun conto corrente.

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