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Come aprire un negozio di capsule e cialde caffè

 

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Gli italiani sono un popolo di bevitori di caffè: in media se ne consumano 5 chili annui a testa. Questi dati e le abitudini tipiche degli italiani rendono il settore del caffè particolarmente interessante dal punto di vista economico. Negli ultimi anni sono aumentati i punti vendita di caffè soprattutto perché sempre più italiani hanno iniziato ad utilizzare le capsule o le cialde di caffè, apprezzandone l’economicità, la comodità e la vastità di sapori che è possibile gustare. Ecco allora che tantissimi imprenditori decidono di investire in questo promettente mercato del caffè porzionato. Prima di iniziare la lettura dell'articolo guida vi consigliamo di spulciare anche la pagina dove troverete tanti consigli per avviare numerosissime altre attività.

 

 

Fai una ricerca di mercato

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Fare delle ricerche preliminari sicuramente vi sarà di grande aiuto. Come prima cosa, studiare i dati del settore del caffè e, in particolare, quello delle capsule e cialde compatibili vi darà un’idea di ciò che potrebbero essere i vantaggi economici di un’attività del genere.

Prima di buttarvi a capofitto nella scelta del locale migliore, fate una ricerca sul consumo di caffè nella zona dove aprirete il vostro negozio per capire sia se si tratta della zona giusta per il vostro business sia il tipo di caffè maggiormente apprezzato dalla vostra potenziale clientela.

 

L'iter burocratico

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Una volta che siete in possesso delle prime fondamentali informazioni, potete dare il via all’iter burocratico necessario. Per poter aprire un negozio di capsule e cialde caffè è necessario che il proprietario abbia la documentazione di idoneità alla vendita o alla produzione alimentare. Potete anche essere in possesso di un titolo equivalente, come il diploma di istruzione alberghiera, oppure anche l’aver lavorato per due anni nel settore alimentare. Se siete in possesso di tale idoneità, potete aprire la partita IVA all’agenzia delle entrate. Ricordatevi di iscrivere la vostra impresa al registro delle imprese della Camera di Commercio, all’INAIL e all’INPS. Come ultima cosa, almeno 30 giorni prima dell’avvio dell’attività, dovete consegnare al vostro comune la dichiarazione di inizio dell’attività (DIA).

 

Franchising o gestione autonoma?

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Il franchising può essere una soluzione ragionevole soprattutto se non si è esperti del settore e si teme di commettere qualche errore. Affidarsi ad un marchio già noto permette di limitare i rischi e ha i suoi vantaggi, il pubblico già conosce il brand, avrete forniture già pronte ma, in cambio, sarete vincolati a quell’unico marchio e non potrete arricchire il vostro magazzino con svariati altri prodotti. La scelta, quindi, dell’apertura in franchising o in autonomia dipende da scelte personali e dalla valutazione dei pro e dei contro di entrambe le possibilità.

Per un negozio in franchising, il budget necessario da investire all’inizio dell’attività si aggira intorno ai 25 o 30 mila euro. Scegliere il marchio più giusto tra i tanti esistenti sul mercato non è semplice ma conviene prendere una decisione in base al brand maggiormente consumato nella zona in cui aprirete il vostro locale. Se la vostra attività si trova in una piccola città di circa 10 mila persone e il 50 per cento delle persone che amano il caffè porzionato usano il caffè Borbone, sarebbe stupido aprire proprio qui un rivenditore di cialde e capsule Lavazza. Se da una parte il franchising vi fornirà l’arredamento e la merce, è anche vero che poi dovrete rispettare vincoli contrattuali abbastanza rigidi.

Un’attività autonoma, richiederà un investimento iniziale maggiore ma non sarete costretti a concentrarvi su un singolo brand. Potrete decidere di fornirvi sia del marchio più utilizzato dai vostri clienti sia specializzarvi nella vendita di una marca più di nicchia e difficile da trovare nelle grandi catene o nei supermercati.

A questo punto non vi resta che contattare i fornitori: optate per un rivenditore all’ingrosso che ha tra i suoi prodotti capsule e cialde di diverse marche. Insieme a quest’ultimo potete decidere i volumi, la spesa e la tipologia facendovi consigliare anche sul brand e sulla tipologia più apprezzata. Ricordate che oltre il caffè, potrete arricchire il vostro negozio anche di bevande come thè, orzo, ginseng o decaffeinati che possono fungere da specchietto per le allodole. Non perdete di vista che il vostro obiettivo principale è quello di vendere il caffè.

 

 

Scegli il locale

Il locale riveste un ruolo importante per l’immagine che vuoi dare della tua impresa. È consigliabile una zona con utenza abituata a bere caffè porzionato e che ne consuma abitualmente. Non sono richiesti locali particolarmente grandi, sicuramente, però, è consigliabile che una parte del locale che avete scelto sia adibito a magazzino. Evitate continui riordini che possono rallentare la vostra attività, meglio avere una serie di prodotti, quelli maggiormente richiesti, già disponibili così da essere pronti a rispondere all’esigenza del cliente. Sulle quantità di caffè da tenere disponibili, non esistono formule fisse. Il caffè ha comunque una data preferibile di consumo quindi, in base all’utenza, alla richiesta e al consumo, regolate quale e quanto caffè tenere in magazzino. È consigliabile scegliere una zona trafficata sia da auto che da pedoni così che il vostro negozio sia particolarmente visibile e facile da raggiungere.

 

Il sito web

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Al giorno d'oggi avere un sito web vetrina per l'attività non è facoltativo, ma un obbligo. Non solo, aprire un portale dove vendere online cialde e capsule caffè aprirebbe nuovi scenari, allargando a dismisura la base di potenziali clienti (LoSpacciodelleCialde è un esempio). Il tutto risiede nell'avere un sito web ben indicizzato su internet in modo da veicolare sulle pagine virtuali dell'azienda gli utenti interessati all'acquisto. I costi variano da poche migliaia di euro per un sito base con poche funzionalità a qualche decina di migliaia di euro per un sito su cui è stato fatto un profondo lavoro SEO on-page e off-page.

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