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Come aprire una cartoleria

 

L’idea di aprire una cartoleria, in una situazione di crisi economica, potrebbe apparire a molti niente affatto vincente. In vero, pur essendo la nostra una società altamente tecnologica, che sta perdendo il gusto per il bene cartaceo, avere a disposizione quaderni penne e matite è ancora di fondamentale importanza.

 

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Basti pensare al fatto che, a scuola, ancora non si è raggiunto un grado di digitalizzazione tale da sostituire il classico set di cancelleria utile per le mansioni da alunno. Ecco dunque che chi decide di avviare un’attività in proprio, può ancora puntare su una cartoleria, spesso business dalla portata altamente remunerativa.

Chi decide di mettere a frutto i propri risparmi e la propria fantasia per questa attività si domanda quindi quali siano i passi clou da fare per rendere il proprio negozio un’attrattiva agli occhi della clientela.

Scopriamo insieme come muoverci in vista dell’apertura di una cartoleria, prima però ti suggerisco una pagina che contempla consigli e trucchi per aprire svariate altre attività imprenditoriali: vai qui

 

 

Requisito preliminare da valutare prima di aprire una cartoleria

Come per ogni attività imprenditoriale degna di successo, anche per la cartoleria è fondamentale scegliere il luogo giusto e soprattutto l’esatta impostazione dell’attività.

Bisogna imparare ad osservare, a guardarsi intorno per cogliere la migliore strategia da applicare all’interno del proprio negozio. E questo può avvenire solo dopo aver selezionato il posto giusto. Ci vuole quindi un luogo in cui non esiste già un’attività simile e per molti redditizia, un luogo in cui il target di clientela possa essere facilmente individuato e poi attratto. Nonostante questo sembri un punto difficile, una volta trovata la zona confacente alle nostre esigenze, verrà tutto da sé. In tal senso consigliamo di valutare bene locali siti in prossimità di scuole, uffici e università.

Una volta scelto il posto, il secondo fattore da tenere presente concerne: la connotazione che l’attività dovrà avere. Il termine cartoleria, infatti, ha una portata più generica e nasconde al suo interno 4 tipologie differenti: Cartoleria tradizionale; Cartolibreria; Cartoleria specializzata; Cartoleria con servizi di grafica e stampa.

 

Il target della clientela per una cartoleria di successo

L’apertura di una cartoleria significa entrare a fare parte di un mercato che è molto redditizio quanto peculiare. Esso si ricollega infatti a determinate esigenze che possono intensificarsi e affievolirsi in concomitanza di altri fattori. Più nello specifico, ricordiamo che una cartoleria si rivolge in particolar modo a chi frequenta la scuola, o l’università, per cui dunque la necessità di acquistare libri, quaderni, evidenziatori può essere più vigorosa durante l’anno scolastico, per poi andare scemando con l’estate.

Questo ovviamente non vuol dire che lavoreremo 8 mesi l’anno, ma che la clientela cui ci rivolgiamo ha delle esigenze particolari, legate al proprio stile di vita quotidiano. A tal proposito è bene anche mettere in evidenza che l’editoria scolastica ha un valore di circa un quarto di tutto mercato librario: e ricordiamo pure che con la nascita degli e-commerce è diventato un settore altamente competitivo.

 

Quali sono i requisiti fondamentali?

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Per aprire una cartoleria, non si richiedono specifici requisiti, se non quelli morali, che sono generici e validi a prescindere l’oggettodella propria ideaimprenditoriale. Ovvio è che se si hanno già le dovute informazioni circa il mercato di riferimento si parte avvantaggiati. Potrebbe facilitare il successo sapere bene come muoversi all’interno del settore.

Ecco perché consigliabile di stilare un teorico business plan che riporti nei minimi dettagli tutti i pro e i contro dell’attività, tutte le opportunità e i possibili rischi. Nonché, i competitor, le coperture finanziarie e gli obiettivi a medio e lungo termine.

 

 

L’iter burocratico per avviare una cartoleria

Per quel che concerne gli adempimenti burocratici, anche in questo caso parliamo di un iter simile a quello di altre attività.

Come prima cosa è bene recarsi presso l’Agenzia delle Entrate ai fini dell’apertura della partita Iva: il codice Ateco da prendere come riferimento è il 47.62.20, ovvero quello concernente “Commercio al dettaglio di articoli di cartoleria, di cancelleria e fornitura per ufficio”. Meglio comunque se questo passo venga effettuato attraverso un commercialista esperto, che sappia guidarci bene addentro l’iter burocratico.

Una volta ottenuta la partita Iva possiamo effettuare l’iscrizione dell’attività nel Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio della provincia di appartenenza. In concomitanza di ciò non bisogna inoltre dimenticare di aprire le posizioni Inps e Inail per sé e per i propri (eventuali) dipendenti.

A livello di locale e obblighi verso il comune di appartenenza, bisognainvece compilare ed inviare la Scia (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) all’ufficio delle attività produttive? Sempre al comune si inviapure la richiesta per l‘esposizione dell’insegna.

 

Quali i costi di apertura

Per quel che concerne i costi, volendo fare un forfait minimo ci vogliono almeno 20mila euro circa riducendo le spese all’osso. Ovviamente a seconda di ulteriori elementi accessori, i costi possono anche lievitare.

Come prima cosa c’è da considerare la spesa per l’affitto del locale (che dovrà avere una capienza minima di 25-30mq). È palese poi che una cartoleria per attirare quanto più clientela possibile ha bisogno di posizionarsi in un punto strategico, magari in concomitanza delle scuole (dunque in centro). La qual cosa comporta che, l’affitto avrà un costo più alto rispetto ad un locale in periferia. Su questo aspetto non bisogna badare a spese, in quanto ne andrà del successo dell’attività.

Nella somma iniziale investita devono poi convergere altri tipi di spese come quelle per le utenze, dall’allacciamento della linea elettrica al POS, dalla linea internet alla linea telefonica. Senza contare che serve un arredo, anche se minimo, ma pur sempre adatto al tipo di attività. Non può mancare il bancone, gli scaffali, e la cassa. Ovviamente si dovrà spendere una certa somma per acquistare tutti i prodotti da vendere alla clientela, dalle penne pubblicitarie, alle agende personalizzate fino ai calendari personalizzati.

Indispensabile sarà poi avvalersi della figura professionale di un commercialista che sin dall’inizio sappia guidarci bene e sappia guidarci nell’utilizzo dei nostri risparmi. La somma investita deve poi poter includere anche un minimo costo per attività di marketing e pubblicità.

 

 

La possibilità del franchising

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Qualcuno si domanda se non sia molto più conveniente aprire una cartoleria in franchising. E la risposta non poteva che essere positiva! Nel settore in esame infattilavorauna vasta gamma di brand che mettono a disposizione di piccoli investitori la possibilità di affiliarsi al proprio marchio. Per alcuni addirittura la cifra iniziale da rimettere parte da un minimo di 5 mila euro, fino a giungere ad un massimo di 30 mila euro.

Il franchisor, in cambio di questa quota iniziale (e di eventuali royalties mensili), mette a disposizione dell’affiliato non solo assistenza, ma anche consulenza, formazione. Ci potrebbero essere persino aggiornamenti periodici per inseguire un modello di business vincente. Alcuni brand si occupano pure di arredi e forniture.

Il franchising, però, comporta pur sempre dei piccoli svantaggi, come il pagamento di una percentuale mensile ed una possibilità pari a zero di personalizzare l’attività. Alcuni marchi inoltre potrebbero metterci mesi prima di accettare la proposta di affiliazione.

Comunque sia, chi decide di optare per il franchising, è bene impari a fare la scelta giusta circa il franchisor, meglio se affidandosialla consulenza di professionisti del settore.

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