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Come aprire un supermercato

 

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Il retail, o detto in italiano, vendita al dettaglio, sembra essere l’unico business che va sempre. Effettivamente nonostante crisi varie abbiamo bisogno di mangiare. Certo i modelli di distribuzione, di comunicazione ed i prodotti stessi cambiano e si diversificano, ma il succo resta sempre quello: il supermercato è ancora un business solido. In questo articolo guida cercheremo di fornirvi alcune dritte e consigli nel caso in cui abbiate intenzione di aprire un piccolo supermercato in proprio o in franchising. Prima di incominciare, ti segnaliamo anche altri articoli guida che spiegano come aprire molte altre attività.

 

 

Le scelte da fare

Negli ultimi anni la crisi economica ha reso sempre più popolari e di successo i discount e le marche bianche, ma allo stesso tempo ha aumentato anche il numero di “prosumer” consumatori avanzati che vogliono sapere cosa comprano, spostando l’interesse verso cibi genuini e bio (le vendite di cibi bio, cibi senza glutine o prodotti per vegani sono in aumento).

Ecco quindi la prima decisione da prendere quando si vuole aprire un supermercato: su cosa puntare? Aprire un classico supermercato con tutte le marche? Aprire un discount? O un negozio orientato sulle nuove tendenze alimentari salutari o etniche?

 

Aprire un supermercato o un discount in franchising

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Ricordati che quando parliamo di supermercato nella categoria entrano anche i negozietti a gestione familiare ed a gestione autonoma. Ci si può affiliare ad una catena in franchising oppure no, questa è un’altra scelta da fare, che dipende prima di tutto dal fatto se la zona ha i requisiti richiesti dalla catena (o catene scelte) e noi abbiamo i requisiti economici così come quelli strutturali.

Con un franchising c’è il vantaggio della marca conosciuta al pubblico e del supporto di una grossa società alle spalle, mentre lavorando in autonomia ci sono meno paletti e requisiti ma anche maggiori difficoltà e più lavoro nel cercare fornitori e lavorare sulla fidelizzazione del cliente.

 

Indagini di mercato e studio della concorrenza

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Anche uno studio della concorrenza locale è necessario: imbarcarsi in una esperienza come questa quando già la zona è coperta da altri supermercati diventa un suicidio economico, a meno che appunto non offriamo qualcosa di nuovo e di interessante.

Attenzione però: il concetto di nuovo deve essere relativizzato. Ad esempio il negozio di prodotti bio molto più cari rispetto alla media in un centro di 1000 abitanti e pochi, rari, turisti, anche se è “nuovo” ed unico potrebbe essere un azzardo per il fatto di non avere abbastanza clienti da rendere l’attività monetizzabile.

 

 

I costi

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Stimare i costi è difficile, dipende dalla superficie e quindi dal numero di dipendenti necessari, dai costi di inizio in caso di Franchising, se il locale è di proprietà o c’è da pagare un affitto, ai permessi, licenze e corsi vari. In ogni caso l’investimento è considerevole, non si va al di sotto dei 100.000 euro anche per un piccolo supermercato di vicinato (solo affittando il locale). Nel caso si voglia acquistare il locale, non si può non spendere meno di 300K 400K euro per un locale di circa 300 metri quadri. Inoltre bisogna considerare i costi totali di almeno 6 o più dipendenti, l'arredo, l'attrezzatura, i prodotti da vendere, le tasse e le bollette di luce e acqua da pagare, il commercialista...e la lista non finisce qui purtroppo.

 

L'iter burocratico

L'iter burocratico per aprire un supermercato o un discount non è dei più semplici. Innanzitutto dovrete acquisire la licenza per la vendita di alimenti, non prima di aver avuto l'autorizzazione ad aprire l'attività dal comune. Un altro requisito fondamentale è quello di poter dimostrare di essere conoscitore del settore. Avrete quindi bisogno o di un corso presso la Camera di Commercio o dovrete dimostrare di aver lavorato negli ultimi 5 anni almeno due in questo settore.

 

Quanto si guadagna con un supermercato?

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Quanto si può guadagnare con un supermercato? Il guadagno del titolare dipende da tantissimi fattori, bisogna dire che il guadagno è di buon livello solo se il volume di affari dell'attività è abbastanza buona. Generalmente il guadagno netto che va direttamente al titolare e imprenditore è variabile tra il 2 ed il 4% del fatturato totale. Con un fatturato di circa 2 milioni di euro all'anno, il titolare incasserà tra i 40K ed i 60K euro.
Se il fatturato è sotto il milione di euro resterebbe ben poco.

 

Il grande business del supermarket, storie di successo

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Il settore del supermarket come già detto è quello che “tira” di più al momento.

Ad esempio, la famiglia più ricca del mondo al momento sono i Walton. Sembrerebbe il nome di una sitcom, invece sono i proprietari del gruppo Walmart, prima multinazionale della Grande Distribuzione Organizzata per fatturato. Walmart nacque negli anni 40 grazie a Sam Walton, che con un prestito di 20.000 dollari e 5.000 di liquidazione dall’esercito aprì un negozio che, pur facendo parte di una catena dell’epoca, provvide a gestire secondo il suo fiuto per gli affari, stringendo accordi con produttori locali per rifornirsi di diversi prodotti a costi vantaggiosi. Da questa esperienza positiva aprì i suoi primi negozi autonomi creando nel 1962 la catena Walmart. I suoi discendenti oggi gestiscono un impero fatto di enormi piattaforme commerciali in tutto il continente americano, Asia, Africa e Regno Unito, negozi più piccoli, discount, un colosso dell’ecommerce chiamato Jet.

L’Italia non è da meno e anche noi abbiamo la nostra storia di successo nel mondo della grande vendita organizzata. La storia è quella del siciliano Antonino Faranda, che da una piccola ditta di famiglia che si occupava di distribuire merce ai piccoli negozi di quartiere in provincia di Messina, ha puntato per primo in Italia all’inizio degli anni 90 sull’idea di Discount. Il successo arrivò presto a questo giovane imprenditore capace di adattare un concept all’epoca sconosciuto da noi ma già popolare in Germania che lo portò a creare il Gruppo TUO, al momento titolare delle catene di Discount Tuodì, Dico e le società di distribuzione per l’horeca Doreca e AsSso, ed in passato titolare del marchio Despar per diverse regioni Italiane.

Un’altra storia di successo nel mondo retail è quella di Whole Foods Market, catena di supermercati americana (oggi diffusa anche in altri Paesi) che vende prodotti naturali, bio e gourmet. Nata nel lontanissimo 1978, periodo in cui da noi la moda del “bio” era ben lontana, da due fratelli Mackey and Renee Lawson, che all’epoca decisero di vivere nel magazzino per abbattere i costi, fu chiamata all’inizio SaferWay. Qualche anno dopo si fuse con un altro negozio del settore e con l’arrivo di altri soci diventò Whole Food. Le cose sembravano andare benissimo ma nel 1981 un'alluvione distrusse tutto.

Sembrerebbe una storia tragica se non fosse che investitori, creditori e clienti decisero di dare una mano a Whole Food che in soli 28 riaprì. Questa seconda chance diventò una scommessa vinta per investitori e creditori visto che dagli anni 80 l’espansione di Whole Food è diventata inarrestabile, pur rimanendo una delle società con alti standard di responsabilità sociale ed ambientale.

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