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Come diventare un personal trainer

 

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Il settore del fitness e delle palestre in Italia ha avuto una forte impennata della domanda negli ultimi anni. Se fino a venti o trenta anni fa le palestre erano frequentate da una percentuale limitata di persone, oggi è abitudine comune fare sport ed essere iscritti in palestra. In questo contesto si è sviluppata velocemente una nuova figura professionale, quella del Personal Trainer o allenatore personale.

 

Per definizione egli è il tecnico preposto alla preparazione di un allenamento personalizzato sulle esigenze del cliente e sulla sua condizione fisica.

Tra le sue principali mansioni e competenze vi sono:

  • saper preparare un allenamento personalizzato;

  • saper insegnare correttamente le tecniche degli esercizi;

  • saper trasmettere i principi e le regole dell’allenamento;

  • saper educare ad uno stile di vita orientato all’attività motoria.

 

Avviare l’attività di Personal Trainer è molto semplice perché in Italia non esiste una legge univoca né un albo ufficiale: ci si può formare in vari modi, basta aprire una partita IVA presso l'Agenzia delle Entrate competente dopo la formazione e conoscere le regole generiche per aprire un’attività per iniziare a lavorare.

Molto più difficile è sviluppare le competenze necessarie per svolgere adeguatamente questa professione che richiede conoscenze approfondite sul corpo umano, sulla metodologia dell’allenamento, sull’alimentazione e tanta esperienza sul campo con i clienti.

Chi si rivolge ad un allenatore personale può avere svariate tipologie di obiettivi e necessità, da quelle estetiche come il dimagrimento o l’ipertrofia muscolare, a quelle più complesse come il trattamento di patologie o problemi fisici che richiedono un programma di ginnastica personalizzato. Per questo è importante fare un adeguato percorso di formazione, al di là della legge italiana.

Abbiamo chiesto come avviare l’attività di Personal Trainer a Davide Cacciola, Personal Trainer con esperienza decennale, che ci ha parlato di corsi di formazione, aspetti fiscali e di come solitamente lavora un allenatore personale.

 

 

Corsi per diventare Personal Trainer

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I percorsi formativi per diventare Personal Trainer sono essenzialmente due: il corso di laurea in scienze motorie e i corsi di formazione promossi da enti o scuole riconosciute dal CONI.

Il percorso di studi della laurea è più lungo e formativo rispetto a quello dei corsi di formazione.

I corsi di laurea in scienze motorie durano dai tre ai cinque anni, vengono affrontate tutte le materie e discipline inerenti all’attività come ad esempio anatomia, biologia, biochimica, biomeccanica del movimento e dell’esercizio fisico, metodologia dell’allenamento, pedagogia, psicologia, patologia, malattie dell’apparato locomotore, scienze dell’alimentazione. Si ottiene un background formativo completo con il quale il laureato può iniziare a fare esperienza sul campo.

I corsi di formazione invece hanno una durata molto breve, da tre giorni ad alcuni mesi, vengono trattate solo le materie principali, in maniera più concentrata e approssimativa. Se si sceglie questo percorso, è consigliabile fare più corsi di formazione trasversali e orizzontali per approfondire le varie materie.

 

Avviare l’attività di Personal Trainer: aspetti fiscali

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Il passo successivo è l’apertura di una partita IVA, senza ulteriori oneri. Infatti, a differenza di altre attività professionali appartenenti ad albi o ordini, non sussistono obblighi di legge come la stipulazione di una polizza assicurativa professionale e la dotazione di una PEC.

A livello fiscale, dunque, il rapporto che il professionista ha con il cliente è di lavoro autonomo, senza vincoli di subordinazione con le eventuali palestre o centri sportivi dove riceve i clienti.

La maggior parte dei Personal Trainer infatti lavora presso strutture sportive non di proprietà pagando una fee mensile fissa o cedendo ai gestori della palestra una percentuale sul costo della seduta compresa tra il 20 e il 50%.

Alcuni allenatori invece decidono di mettersi completamente in proprio aprendo uno studio di personal training o una piccola palestra. Questa seconda scelta deve essere sicuramente più ponderata perché vanno considerati molti altri aspetti come ad esempio la metratura del locale, gli obblighi e vincoli di legge, gli investimenti e il ROI.

 

 

Attività di marketing

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In questo settore non basta essere un bravo istruttore per avere l’agenda piena di appuntamenti, senza adeguate attività di marketing l’attività è destinata al fallimento.

Questo perché il servizio di Personal Training è ancora percepito come “utile” da una nicchia di persone per cui bisogna fare molta informazione e promuoversi per intercettare potenziali clienti e far conoscere i benefici e i vantaggi che scaturiscono dal lavoro con un allenatore personale.

Il principale canale di comunicazione oggi è il web: avere un sito internet ed essere presenti sui principali social network è fondamentale.

La prima cosa da fare dunque è creare un sito web che abbia una grafica semplice e allo stesso tempo accattivante, pagine collegate tra loro e facilmente navigabili, ma soprattutto che sia curato nei contenuti: informazioni sul metodo di lavoro, i servizi, il percorso formativo, articoli di approfondimento, testimonianze e risultati dei propri clienti conferiscono credibilità al professionista e permettono al potenziale cliente di informarsi in maniera discreta e completa.

Oltre al sito web è molto importante essere presenti sui principali social network: l’attività sui social intercetta tutti quei potenziali clienti che non cercano il servizio sul motore di ricerca ma che ne vengono a conoscenza tramite l’ utilizzo di strumenti di intrattenimento come Instagram o Facebook.

C’è infatti una sostanziale differenza tra l’utente che arriva ai contenuti tramite sito web e quello che arriva tramite social network: il primo è consapevole e determinato nella scelta, il secondo è inconsapevole ma potenzialmente interessato. In un settore ancora di nicchia come quello del personal training il numero di utenti consapevoli e determinati è ancora basso, mentre quello dei potenziali è altissimo, per questo è importante sfruttare tutti i canali di comunicazione. Individuate dunque tre o quattro social network sui quali promuovervi, create un profilo accattivante e iniziate a “postare” materiale informativo sulla vostra attività.

Non dimentichiamoci tutte le attività offline, ancora importanti e determinanti per promuovere l’attività di Personal Trainer.

 

Tra tutte le più efficaci sono:

  • organizzazione di eventi gratuiti sull’allenamento come seminari o corsi fitness per farsi conoscere e conoscere persone alle quali proporre il servizio;

  • collaborazione con altri professionisti come nutrizionisti, fisioterapisti, medici che possono indirizzare i propri clienti verso il servizio di personal training;

  • Incentivare i propri clienti soddisfatti a promuovere il servizio ad amici e parenti con sconti o omaggi a loro riservati.

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