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Come avviare uno studio tecnico associato

 

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Negli ultimi anni a questa parte, avviare uno studio tecnico associato rappresenta la migliore soluzione che si possa prendere in considerazione per svariati e ovvi motivi. Complice la crisi economica che ancora oggi pare non voglia arrestarsi, al giorno d’oggi in molti mirano a proporre una molteplicità di servizi altamente professionali volti ad offrire al cliente servizi completi a 360 gradi.

Secondo alcune ricerche, non sono pochi i professionisti che decidono di intraprendere delle collaborazioni con altri giovani partner. Che siano medici, avvocati, commercialisti, ingegneri, notai poco importa, al giorno d’oggi l’obiettivo è quello di offrire alla clientela servizi multibrand  sempre più completi.

I vantaggi dunque, nell’avviare uno studio tecnico associato possono essere diversi: prima di tutto una riduzione di costi dello studio professionale e poi d’altro canto una migliore specializzazione professionale diventa quasi una priorità.

Vediamo più nel dettaglio, tutto quello che occorre sapere in merito a questo argomento, cercando di fornire maggiori delucidazioni in merito a tutti coloro che hanno intenzione di voler aprire uno studio di questo tipo.

 

 

Avviare uno studio tecnico associato: iter burocratico

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Come per tutte le attività commerciali anche qui vige lo stesso principio.

 

Pertanto per avviare uno studio tecnico associato bisogna:

  • Aprire P. Iva presso l’Agenzia delle Entrate;

  • Regolarizzare la propria posizione sia INPS che INAIL;

  • Registrarsi presso la Camera di Commercio con il proprio ordine professionale.

 

Ogni professionista che compone lo studio fornisce al cliente una prestazione personale, pertanto ognuno dovrà regolarizzare la propria posizione fiscale.

 

Come costituire lo studio tecnico associato

La costituzione dello studio può avvenire in due modi distinti e separati. Nello specifico, redigere un atto pubblico scritto oppure eseguire una scrittura privata autenticata attraverso la presenza di un notaio.

Una volta eseguito l’atto, dovrà poi essere comunicato agli organi competenti.

 

Aprire uno studio tecnico associato i costi

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Quali sono dunque, i costi che bisogna sostenere per poter aprire uno studio tecnico associato?

E’ cosa nota a tutti che per poter avviare l’attività è necessario sostenere dei costi. Tra le varie voci, annoveriamo: la costituzione della ditta con l’apertura della P. iva e tutto ciò che ruota attorno al suo statuto, la parcella del notaio se per la costituzione dello studio si esegue una scrittura privata autenticata.

Da non dimenticare poi le spese annuali fondamentali per la consulenza di un commercialista, e altri obblighi relativi alla sicurezza sul luogo di lavoro. Una buona parte delle spese è destinata a pagare collaboratori esterni o interni non soci dello studio con i relativi obblighi burocratici ed economici dati dalla tipologia di contratto occasionale, a tempo determinato o indeterminato (puoi approfondire su lavoratori.blog).

Infine, ma non ultimo come importanza la messa online di un sito professionale che funga da vetrina e non solo, ovvero che allarghi il potenziale bacino di clienti. Una volta messo online il sito però dovrà essere sottoposto a ottimizzazione seo-onpage e seo-offpage per una indicizzazione vincente sui principali motori di ricerca. Il costo per un lavoro del genere parte da poche migliaia di euro per un sito vetrina a molte migliaia di euro per un sito elaborato e super indicizzato sui motori di ricerca e con tanto lavoro seo alle spalle.

 

 

I vantaggi nell’avviare uno studio tecnico associato

Far parte di uno studio tecnico associato, vuol dire ottenere una serie di vantaggi, fra cui:

  • Avere la possibilità di affittare un ufficio con uno spazio molto più grande in condivisione con gli altri professionisti;

  • Condividere attività di marketing sia in modalità online che offline.

 

Far parte di uno studio tecnico associato vuol dire altresì offrire un servizio completo all’utente aumentando il proprio business (considerando che all’interno dello stesso possono essere presenti diverse professioni e dunque, permette al cliente di avere a disposizione più competenze).

Inoltre c’è un altro beneficio che non possiamo non citare ed è rappresentato dal fatto che grazie a questa opportunità, l’aspetto generale dello studio può di gran lunga migliorare in quanto si possono offrire una serie di servizi aggiuntivi. Basti pensare all’integrazione di una figura in più che funge da segretaria. In pratica ogni professionista aggiungerà una quota e con la somma ottenuta si potrà affidare la mansione di “back office e segreteria” ad una persona avente competenze in materia.

 

Perchè ricorrere allo studio associato?

Al giorno d’oggi la concorrenza tra i professionisti è spietata, e quando il contesto in cui si opera diventa difficile è chiaro che bisogna cercare una soluzione il prima possibile affinché il proprio futuro si basi su concezioni più sicure e stabili.

Ecco perché sono in molti a prendere in considerazione la suddetta formula.

Al di là delle solite domande, con chi associarsi, in che modo, se associarsi o meno, la gestione in forma collettiva consente ai vari professionisti del settore di trarre numerosi benefici. Pertanto, un’idea è quella di partire inizialmente utilizzando in comune uno studio, dividere le varie spese che si devono sostenere (affitto, luce, ecc..) per poi costituire in un secondo momento una società tra professionisti, oppure un’altra alternativa è quella di diventare soci di una società di consulenza o di una società cooperativa.

Ricordiamo che tutti coloro che hanno intenzione di aprire uno studio tecnico associato ognuno deve essere iscritto al proprio albo d’ordine.

Insomma da come si può delineare diverse sono le soluzioni che si possono prendere in considerazione per costituire l’attività in forma collettiva, sia che si tratta della stessa professione o meno.

 

 

Il reddito dello studio tecnico associato

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Erroneamente a quanti molti pensano, il reddito di uno studio associato non è classificato come reddito d’impresa bensì come reddito di lavoro autonomo che poi viene tassato in capo ai vari soci come reddito di partecipazione.

In conclusione, lo studio tecnico associato sta diventando in questi ultimi anni un’opportunità vera e propria per molti giovani ma anche per molti professionisti. Come si è potuto constatare i costi da supportare sono molto ridotti rispetto all’apertura di un’attività di tipo individuale. Ma come in ogni cosa, anche qui gli svantaggi di certo non mancano.

Per questa ragione, per chi ha intenzione di voler aprire un’attività di questo tipo è consigliabile rivolgersi dapprima ad un tecnico specializzato con consolidata esperienza alla spalle che sappia consigliare come muoversi e come gestire il tutto in maniera tale da non andare incontro poi a delle spiacevoli situazioni.

E’ doveroso sottolineare oltretutto che prima di valutare quest’opportunità, è necessario che i vari professionisti che intendono costituire una società di questo tipo, devono dapprima avere un proprio business avviato e non partire da zero poiché questa formula non deve essere intesa come una forma idonea e adatta in fase di avvio di professione, anche se non nascondiamo che molti hanno utilizzato proprio questo criterio, ma le spese da sostenere sono state piuttosto corpose.

Tuttavia la migliore soluzione è quella di rivolgersi ad un consulente che saprà fornire maggiori delucidazioni in merito.

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