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Recupero crediti, la guida: cos'è, come funziona, Normativa, come difendersi

 

Il recupero crediti è un servizio offerto da un'agenzia privata che ha come obiettivo quello di riuscire a recuperare il pagamento di un credito sia quando il debitore si rifiuta di adempiere al pagamento sia quando non riesce ad effettuarlo trovandosi in un periodo temporaneo di difficoltà.

 

Cos'è una agenzia di recupero crediti

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E’ una società privata in possesso della licenza di cui all’art. 115 TULPS, che imprenditori o enti pubblici contattano per esigere un credito non saldato da un proprio debitore. E’ composta da professionisti qualificati che si attivano per ottenere il pagamento dovuto in una unica soluzione o mediante un piano di rientro concordato con il cliente.

 

 

Cos’è un recupero crediti

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Per evitare di incorrere in frodi, fallimenti e gravi insolvenze, sempre più spesso è necessario ricorrere a servizi di recupero crediti. Gestire in proprio l’attività di recupero può essere poco efficace in termini di risultato finale per cui è opportuno affidare a persone esperte la gestione di tale operazione.

Se si ricorre ad un'agenzia per il recupero del credito questa agisce in fase stragiudiziale espletando tutte le azioni necessarie e se il tentativo non va a buon fine o il recupero è stato solo parziale, rilascerà una dettagliata relazione confermando l'impossibilità del recupero delle somme o la possibilità di proseguire in giudizio affidandosi ad un avvocato specializzato se il debitore ha risorse economiche e patrimoniali capaci di estinguere il debito.

In tempi di crisi è facile trovarsi in una situazione il cui credito è insoluto. Le aziende devono ridurre al minimo il rischio di insolvenza di clienti, fornitori e partner strategici. Infatti, in un mercato dove è difficile acquisire nuovi clienti o stringere accordi con partner commerciali e con la difficoltà di conoscere la loro effettiva situazione economica e finanziaria, tutto questo potrebbe portare a difficoltà di recuperare quanto è all’azienda dovuto.

 

Recupero crediti: Fase stragiudiziale e fase giudiziale

Fase stragiudiziale

La procedura stragiudiziale si esegue esternamente ad un tribunale e senza che vengano presi in considerazione i codici di procedura civile e di procedura penale. Cioè tutto avviene senza il controllo di un giudice pur sapendo che non sarà possibile violare eventuali norme di legge.

Quindi, rispettando la legge, la fase stragiudiziale può essere attuata senza avvocato o consulenti legali. Inoltre mentre le procedure giudiziali sono sospese dal primo agosto al 31 agosto, le procedure stragiudiziali possono proseguire regolarmente.

 

Fase giudiziale

Ogni procedimento in tribunale è regolato dalla legge che segue, a seconda del diritto leso, il codice di procedura civile o il codice di procedura penale. Quando si ricorre al giudice ogni procedimento è regolato da norme rigide e da tempi e da iter da seguire e rispettare.

 

 

Come funziona il recupero crediti

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Se si ritiene di gestire in proprio l’attività di recupero del credito la prima cosa che il creditore deve attuare per recuperare quanto a lui dovuto dal debitore è, nel rispetto della Normativa vigente, mettere il debitore nelle condizioni di dover essere costretto ad adempiere a quanto da lui dovuto dopo che il creditore ha realizzato le seguenti prescrizioni:

  1. E’ stata svolta la prestazione richiesta dal debitore;

  2. E’ stata inviata dal creditore tutta la documentazione necessaria al pagamento come, per esempio, la fattura;

  3. Se nonostante gli adempimenti necessari, di carattere stragiudiziale, siano stati effettuati e il debitore non ha ancora provveduto al pagamento allora è necessario inviare un sollecito di pagamento prima in via amichevole e poi in via formale mettendo in mora il debitore tramite comunicazione di un legale. Se ancora non si è ricevuto il dovuto allora bisogna ricorrere al Giudice. E’ questa la via giudiziale da iniziare solo se ci sono eventuali possibilità di recuperare il credito vantato.

 

Effettuare la fase stragiudiziale in proprio comporta adempimenti, spese e tempi di lavoro notevoli per cui, non essendo esperti in materia di recupero crediti, è sempre più conveniente rivolgersi a chi questo lavoro lo fa per mestiere.

 

Indagini e accertamenti per valutare la tipologia e la strategia del recupero crediti

Prima di procedere al recupero crediti è opportuno conoscere il patrimonio del debitore per capire se sarà possibile procedere al recupero del credito.

Le indagini che si dovranno effettuare sono:

  • Indagine credito incagliato. Per prima cosa è necessario verificare la liquidità dell’azienda debitrice. Ciò è fondamentale perché si possono capire le cause del ritardo del pagamento e valutare se può essere necessario mantenere l’esposizione esistente perché il debitore è in una situazione di momentanea difficoltà recuperabile nel tempo;

  • Indagine pre-legale. Permette di capire se si può procedere al recupero del debito in via stragiudiziale o giudiziale o se il recupero non sarà possibile e perciò portarlo a perdita di credito;

  • Pre-pignoramento. In questa fase si valutano e si ricercano i rapporti bancari del debitore, i contratti di appalto e tutti i crediti presso terzi che potrebbero essere pignorati.

 

Normativa italiana sul recupero crediti

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Il recupero crediti stragiudiziale è lo step da eseguire prima di passare alla fase giudiziale e appellarsi ad un avvocato per portare il contenzioso in tribunale. La fase stragiudiziale è un passaggio che potrebbe portare numerosi vantaggi, primo accorciando i tempi e secondo facendo risparmiare denaro.

Il recupero con ricorso in tribunale può essere svantaggioso sotto molti aspetti sia come tempistiche sia come costi. Le parcelle degli avvocati, l’avvio delle pratiche e il protrarsi nel tempo dello stato di insolvenza possono creare un notevole danno all’impresa creditrice.

 

 

Parliamo ora della Normativa recupero crediti stragiudiziale:

  • Primo sollecito. Il primo passo che si può e si deve fare è quello di scrivere una lettera formale come primo sollecito di pagamento. Questa prima richiesta di pagamento deve essere tale da non inficiare i rapporti con il debitore;

  • Lettera formale di primo sollecito  al debitore. La prima lettera deve avere un tono cordiale perché il debitore potrebbe essersi dimenticato di effettuare il pagamento. Deve contenere l’IBAN del creditore per il bonifico bancario o la possibilità di pagamento con altri possibili metodi, la data di scadenza del pagamento non effettuato e come oggetto: primo sollecito di pagamento della fattura n°_____ del_____.  La lettera va firmata e apposto il timbro del legale rappresentante;

  • Secondo sollecito. Se non si ha risposta al primo sollecito si potrà inviare un secondo sollecito e questa volta con toni più inaspriti;

  • Lettera di sollecito. L’oggetto sarà: secondo sollecito di pagamento fattura n°_____ del____ . La lettera deve contenere l’IBAN del creditore o la possibilità di pagamento con altri possibili metodi, la data di scadenza del pagamento non effettuato, deve essere specificata la data del primo sollecito e deve avere firma e timbro del legale rappresentante;

  • Ultimo sollecito e messa in mora. L’ultimo sollecito prevede, avendo espletato le possibili modalità di farsi pagare ed essendo i rapporti ormai compromessi, la costituzione in mora. Si fa presente che se entro 10 giorni dalla ricezione dell’ultimo sollecito non sarà pagato il dovuto, l’azienda si vedrà costretta ad adire le vie legali per il recupero delle somme. Tale atto determina l’inizio della decorrenza degli interessi moratori, interrompe la prescrizione del credito e determina l’obbligo del debitore al risarcimento dell’eventuale danno. E’ bene tener presente che alcuni diritti come il credito di somme di denaro si possono prescrivere dopo un certo numero di anni;

  • Saldo e stralcio. E’ il tentativo da parte del debitore di ottenere un accordo bonario con il titolare del credito facendo allo stesso una proposta di rimborso che prevede il saldo immediato di una cifra ridotta rispetto all’effettivo importo del debito;

  • Decreto ingiuntivo. Quando tutti i tentativi di recupero di recupero del pagamento sono andati a vuoto allora il creditore si rivolge al giudice e può chiedere il decreto ingiuntivo. Il debitore deve, entro 40 giorni dalla notifica del decreto, pagare la somma dovuta. Se il debitore si oppone al decreto ingiuntivo allora si passa al contraddittorio. Ci sarà in questo caso una sentenza che confermerà o annullerà il decreto ingiuntivo. Con il decreto ingiuntivo si potrà avere accesso alle banche dati del fisco e a tutte le banche pubbliche per poter procedere al recupero del credito;

  • Diffida legale e apertura del procedimento giudiziario. Quando si riceve una lettera con carta intestata di un avvocato in cui si fa presente che, per esempio, entro 5 giorni bisogna adempiere al pagamento del debito allora vuol dire che si è ricevuta una diffida legale. La diffida è una lettera con cui un privato, una azienda, una società o la pubblica amministrazione intima ad un altro soggetto di dare ad un creditore una somma di denaro. Lo scopo della diffida è quello di dare una ultima possibilità al debitore di effettuare il pagamento del debito prima di ricorrere al giudice ed avviare una causa. E’ dal tenore della diffida che si potrà capire quello che verrà richiesto al giudice in caso di causa in tribunale. La diffida blocca i termini di prescrizione evitando che, dopo un certo periodo, possano essere prescritti.

 

Cosa non fare nella fase stragiudiziale:

  • Telefonare con numero non in chiaro;

  • Non spiegare al debitore le motivazioni della richiesta del creditore;

  • Mantenere sempre un comportamento consono e professionale e non utilizzare  un comportamento persecutorio o aggressivo;

  • Non spiegare al debitore come saldare il debito e non far capire al debitore le conseguenze del mancato pagamento;

  • Non contattare il debitore in orari irragionevoli e in luoghi inadeguati.

 

 

Come difendersi dalle agenzie di recupero crediti e diritti del debitore

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Non tutte le società di recupero crediti sono corrette nell’espletare il loro lavoro. Anzi alcune minacciano i clienti per il ritardo nel pagamento del debito e talvolta, pur di guadagnare le provvigioni per il loro lavoro, si comportano in maniera scorretta.

Per fortuna la maggior parte delle agenzie di recupero crediti si comportano in modo professionale e corretto.

 

Vogliamo evidenziare le manovre scorrette che il debitore si potrebbe trovare a subire:

  • Rischio del carcere per il debitore insolvente. Alcune volte l'impossibilità di pagare il debito può essere dovuta a perdita del lavoro, ad una malattia o a situazioni familiari che determinano l’insolvenza del debito. Se la società di recupero crediti, mentendo, comunica al debitore che si rischia il carcere, non bisogna avere questa paura perché l’illecito è di natura civile e quindi non essendoci reato penale non pagare i debiti non comporta il carcere. Questo è valido salvo particolari situazioni come truffa ed evasione fiscale oltre una certa soglia. Quindi niente carcere, ma si potrà essere chiamati da un tribunale civile e subire il pagamento coatto mediante un pignoramento dei beni di propria proprietà.

  • Minaccia di confisca dei beni. Altra cosa a cui non credere è la minaccia di confisca immediata dell’auto o di beni da parte di un esattore. Solo l’ufficiale giudiziario può procedere al pignoramento  se autorizzato dal tribunale. Il creditore, una volta in possesso del titolo esecutivo, lo notificherà al debitore e trascorsi 10 giorni potrà chiedere il pignoramento;

  • Il finto decreto ingiuntivo. Alcune volte capita che al debitore venga inviato un falso decreto ingiuntivo per spaventarlo e quindi convincerlo a pagare. Bisogna ricordarsi che un decreto ingiuntivo non arriva al debitore tramite notifica di atto giudiziario, ma con raccomandata, con posta ordinaria o con deposito a mano nella cassetta delle lettere con il timbro di deposito in Tribunale;

  • Il saldo e straccio del debito senza che sia rilasciata ricevuta. Se la società  addetta al recupero del credito non rilascia un documento scritto di avvenuto pagamento su carta intestata della stessa società finanziaria si potrebbe realizzare un raggiro perché in assenza di un documento comprovante l’avvenuto pagamento è difficile dimostrare l’avvenuto pagamento. Nel caso di saldo e stralcio è importante farsi dare ricevuta dell’accordo raggiunto come saldo e stralcio altrimenti, in assenza di ricevuta, ci si potrebbe trovare di fronte ad un richiesta di pagamento della differenza tra quanto pagato e l’effettivo valore del debito.

  • La segnalazione nell’albo dei cattivi pagatori. Quando i pagamenti non effettuati superano una certa cifra la segnalazione come cattivi pagatori è automatica. Le conseguenze sono che è impossibile ottenere nuovi crediti;

  • Se il debitore è una singola persona si minaccia di contattare la famiglia o il datore di lavoro. Un'azione fraudolenta, che può essere anche denunciata, è la minaccia di informare i parenti o il datore di lavoro della mancanza di pagamento del debito. La legge sulla privacy tutela il debitore permettendo che solo a lui la società di recupero crediti si possa rivolgersi per risolvere il problema e fa divieto di mettere a conoscenza di altri il problema di insolvenza.

  • La minaccia di mettere la casa di proprietà all'asta. Come spiega il portale pianodebiti.it si, esiste la possibilità di pignorare la casa, ma per fortuna il tempo medio nel nostro Paese di una esecuzione immobiliare è di oltre 6 anni, quindi c'è tutto il tempo per evitarlo ed il creditore spesso non è disposto ad attendere tutti questi anni.

 

Elenco delle più importanti agenzie di recupero crediti

Ogni agenzia di recupero crediti vanta esperienze e professionalità capaci di ottenere il miglior risultato che assicuri:

  • Massima accuratezza nel trattare le richieste di recupero crediti;

  • Rispetto delle tempistiche occorrenti per il recupero;

  • Riuscire a ottenere il massimo risultato assicurando, nel contempo, la continuità relazionale e commerciale con il cliente;

  • Riuscire ad ottenere una buona probabilità di successo in fase stragiudiziale evitando il ricorso all’azione legale.

 

 

Tra le agenzie italiane citiamo:

  1. Cerved Group che valuta il profilo economico, finanziario e l’affidabilità di una impresa e  agisce nel settore recupero crediti  sia in fase stragiudiziale che in fase legale;

  2. Banca IFIS agisce anche nel settore recupero crediti e per le procedure di pignoramento;

  3. Ge.Ri. si occupa della gestione recupero crediti da circa un quarto di secolo;

  4. Da fire nasce Recuper@ che si occupa in modo etico come supporto tra committenti debitori e creditori. Ha sedi a Bari, Napoli e Roma;

  5. Tra gli specialisti del recupero crediti c’è Maran che offre anche servizi su tutto il ciclo di recupero crediti contando su persone preparate e di sicura esperienza;

  6. MB Credit Solution del Gruppo Bancario Mediobanca offre una grande professionalità ed esperienza al servizio della gestione dei crediti;

  7. Sace Simest gestisce il recupero crediti in Italia e all’estero senza alcun costo iniziale per poi riconoscere le commissioni a buon fine dell’azione di recupero;

  8. Cribis offre un servizio completo di riscossione e recupero crediti in Italia e all’estero;

  9. Italfondiario s.p.a. opera dal 1891 nel settore recupero crediti. E’ presente anche nei settori di intermediazione finanziaria;

  10. Invenium è un servizio di recupero crediti in fase stragiudiziale e occorrendo anche in fase legale. E’ in grado di sviluppare una strategia ad hoc analizzando le criticità e salvaguardando, quando è possibile, il rapporto commerciale tra debitore e creditore.

 

Altre realtà si occupano di recupero crediti. Spetta all’eventuale cliente scegliere, tra tante, quella di cui fidarsi per ottenere il recupero del pagamento di quanto a lui dovuto.

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