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Come diventare tecnico del suono o fonico e avviare un'attività

 

Il tecnico del suono è un mestiere molto affascinante ed estremamente utile oggi in quanto l’organizzazione di eventi e ricevimenti richiede un buon gioco di luci e melodie. E infatti, insieme al tecnico delle luci, si occupa di rendere più dolce e piacevole l’atmosfera durante una cerimonia, ad un concerto o sul set di un film.

 

Il lavoro del tecnico del suono quindi, a ben vedere è molto importante, se si vuole armonizzare il suono di una stanza e renderlo omogeneo al resto dell’ambientazione e dell’atmosfera.

Se quindi stai considerando l’idea di diventare tecnico del suono, la scelta potrebbe essere interessante e positiva,  sebbene l’impegno debba essere davvero molto alto.

Ma come si fa a diventare un tecnico del suono? E come è possibile avviare quest'attività con successo? Bisogna seguire dei corsi per sviluppare le competenze necessarie?

Rispondiamo di seguito a queste domande.

 

 

Cosa fa un tecnico del suono

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Il tecnico del suono (detto anche fonico, tecnico audio, ingegnere del suono o sound engineer) potrebbe trovare impiego in una vasta gamma di settori. Non solo nel mondo della musica o dello spettacolo, ma anche a teatro, al cinema, accanto a cantanti professionisti. Può inoltre occuparsi di sistemare l’audio durante congressi, conferenze, seminari universitari e così via.

Il suo compito è quello di lavorare sui suoni, affinché questi ultimi arrivino nitidi e puliti all’orecchio del pubblico. Che si tratti di eventi in live o di registrazioni, il tecnico ha le competenze tali da potersi occupare di tutto quel che concerne il settore fonico, migliorando la percezione uditiva delle persone.

In alcuni casi, il fonico si occupa anche di allestire e gestire la strumentazione necessaria per registrare ed elaborare i suoni.

 

I requisiti per diventare tecnico del suono

Quanto poc’anzi spiegato cela uno dei requisiti più importanti che bisogna vantare per diventare un buon tecnico del suono. Ovvero bisogna avere innanzitutto una certa “sensibilità” uditiva. Il fonico cioè deve avere orecchio, riconoscere un suono sporco, e ottimizzare la sua consistenza, affinché venga poi emesso in modo chiaro e pulito.

Al di là di ciò poi, bisogna avere anche una certa propensione artistica. Essere in grado quindi di guardare alla musica, al suono, come farebbe un musicista, così da poter mettere in risalto e in evidenza quello che si vuole comunicare al pubblico nel modo più semplice possibile.

 

 

Cosa studiare per diventare fonico

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Per intraprendere la carriera di tecnico del suono, c’è bisogno di avere conoscenze in materia di:

  • Acustica (fisica del suono);

  • Storia della musica;

  • Tecniche di montaggio;

  • Tecniche della post-produzione audio;

  • Tecniche e tecnologie di amplificazione, diffusione, ripresa e registrazione audio;

  • Informatica musicale.

 

Questo dimostra l’esigenza di seguire innanzitutto un corso di studi, in grado di poter trasmettere il giusto bagaglio teorico per poi incrementare la propria attività.

In ragione di quanto, nel nostro Paese, è stato aperto il corso di laurea magistrale (in inglese) in Music and acoustic engineering del Politecnico di Milano (sede di Cremona). Per completare poi il proprio percorso accademico, ci sono anche alcuni master universitari, come quello in Ingegneria del Suono e dello Spettacolo attivo presso l’Università di Roma “Tor Vergata”, o il Corso di perfezionamento in Ingegneria del Suono dell’università di Modena e Reggio Emilia.

Per poter poi ulteriormente approfondire le proprie conoscenze, ci sono anche dei corsi per tecnico del suono da seguire presso accademie e teatri italiani (ovviamente per capire l’impegno che ti aspetta, il consiglio è sempre quello di informarti prima circa il programma di studi, la preparazione dei docenti e la validità dell’eventuale attestato).

In alternativa all’università, si può sempre seguire un corso presso le scuole private, dove insegnanti specializzati mettono a disposizione degli studenti dei programmi codificati da seguire in un certo tot di ore, e al cui termine obbligano lo studente a delle esercitazioni pratiche. Più la scuola è di un certo spessore più l’attestato rilasciato ha un valore considerevole in termini carrieristici, anche se poi è l’esperienza a fare la differenza.

I più perfezionisti e desiderosi di specializzarsi ad ampio spettro, completano il proprio curriculum accademico con dei corsi di Informatica Musicale. Si tratta di corsi apparentemente  un pò meno approfonditi, ma che viceversa formano il fonico dal punto di vista prettamente musicale. E infatti sono corsi che insegnano soprattutto l'utilizzo del PC per fare musica, pertanto si sviluppa una buona conoscenza in materia di campionamento, di sequencer, di protocollo MIDI e di programmi di sintesi sonora come Csound. Sarà fondamentale conoscere approfonditamente tutti i programmi professionali che permettono di fare editing audio ad alto livello. Sul web è possibile trovare ed utilizzare anche software gratuiti di editing audio che non hanno nulla da invidiare da quelli a pagamento.

 

 

Lavorare come tecnico del suono, la gavetta

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È vero, la teoria è fondamentale e il percorso formativo poc’anzi descritto è d’obbligo. Ma a fare la differenza ci si mette poi la pratica e la bravura nel giocare con i suoni. Per quanto i libri e i loro contenuti siano l'ABC del mestiere, è l’utilizzo delle mani e degli strumenti a fare la differenza.

Dopo la specializzazione dunque non si può pretendere di lavorare subito in proprio e di crearsi la propria rete di clienti. Si deve fare la gavetta, come del resto in tanti altri mestieri. Quindi per iniziare, sarebbe opportuno rivolgersi ad un professionista chiedendogli di affiancarlo. Non c’è nulla di cui vergognarsi nel cominciare come aiuto fonico, anzi, è quello l’inizio per una carriera brillante e di successo, dopo aver maturato la consapevolezza della professione che si intende esercitare.

Per lavorare in proprio occorre un piccolo ufficio, una linea telefonica attiva per essere contattati, e perché no anche un sito web. Dal punto di vista fiscale, bisogna avere la partita IVA come lavoratore autonomo (approfondisci come aprire la partita IVA), e adempiere dunque a tutti gli obblighi imposti dalla legge.

Con un po’ di costanza e tanti sacrifici, si può quindi raggiungere una buona posizione nel settore dei fonici.

 

Guadagni di un fonico

Infine, per quel che concerne i guadagni, un tecnico del suono ha delle allettanti entrate economiche. Stando infatti ad una ricerca pubblicata nel 2019, lo stipendio medio di un tecnico del suono in Italia è orientativamente di 29.400 euro lordi all’anno (circa 1.600 euro netti mensili) se c’è una media esperienza e se il tecnico si è fatto un nome del settore. Tuttavia se si seguono grandi eventi, e le proprie capacità sono di alto livello, si può arrivare a guadagnare anche 50.000€ l’anno.

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