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Come avviare attività di videomaker

 

Con i social network e lo sviluppo di nuovi strumenti tecnologici, l’importanza delle foto e dei video ha raggiunto apici inaspettati. Questo ha permesso alla figura professionale del videomaker di esplodere e di accrescere la sua importanza all’interno del mercato di riferimento.

 

Di conseguenza sono sempre di più i giovani amanti dei social e del settore digitale a voler intraprendere la carriera professionale o imprenditoriale di videomaker, in modo tale da guadagnare cavalcando la cresta dell'onda e nello stesso tempo divertendosi con un lavoro creativo e divertente.

Lentamente questi professionisti sono passati dall’incasso di piccoli guadagni, occasionali e discontinui nel tempo, all’incasso costante e mensile di somme per l’attività svolta. Il che ha reso ancora più allettante e stimolante la possibilità di intraprendere questa strada che offre numerosi sbocchi lavorativi.

Ma andiamo per gradi e cerchiamo di capire come si può avviare un’attività di videomaker e cosa occorre.

 

 

Avviare un'attività di videomaker: La spinosa questione della burocrazia

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È doveroso introdurre il discorso “attività di videomaker” con la delicata questione della burocrazia, dal momento che l’ordinamento italiano non prevede ancora un inquadramento ai fini INPS o ai fini fiscali della figura professionale in oggetto. Ciò rende più ostico l’iter per aprire una partita Iva.

Anche rivolgendosi al più bravo commercialista, l’aspirante videomaker si ritroverà davanti ad alcune problematiche e difficoltà quali:

  • Individuazione del codice dell’attività del soggetto (codice ateco);

  • Individuazione della categoria professionale o imprenditoriale;

  • Individuazione della cassa previdenziale a cui iscriversi per versare i contributi.

 

Per quanto riguarda il Codice Ateco, si tratta di quel seriale alfanumerico, che viene assegnato ad ogni partita iva per identificare la tipologia di attività che si andrà a svolgere. Tale codice è fondamentale per la determinazione delle tasse da versare in quanto comporta differenti adempimenti.

Sebbene dunque vi possano essere molti codici che possono in un certo qual modo adattarsi al concetto di videomaker professionista, in Italia ancora non ne esiste uno mirato per la categoria. In molti cercano di sopperire al problema optando per il  59.11 che comprende Attività di produzione, post-produzione e distribuzione cinematografica, di video e di programmi televisivi, ma non si tratta certo della scelta più saggia.

Questo in quanto, i soggetti che rientrano in tale codice attività per la gestione della pensione, dovrebbero iscriversi all’Inps nella gestione ex ENPALS (quella che gestiva la pensione per i lavoratori dello spettacolo) che impone numerosi adempimenti non solo a te ma anche al tuo committente.

Diventerebbe quindi molto complesso gestire il lavoro e si creeranno in automatico rogne anche a chi ti commissiona il lavoro. Per tale ragione, sarebbe opportuno indicare nella documentazione per l’apertura della Partita Iva il codice ateco 74.20.19 che viene così descritto “altre attività di riprese fotografiche”.

Così facendo potrai iscriverti alla gestione separata INPS o a quella di artigiani e commercianti, e potrai così mantenere un po' più contenuti i tuoi contributi fiscali. In tal modo riuscirai pure a non creare oneri particolari verso tuoi committenti.

 

 

La tariffa per i clienti

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In tal sede stiamo dando per scontato il discorso di formazione e di conoscenza della materia dei video editing. Questo significa che un aspirante videomaker dovrebbe, anzi deve avere una buona dimestichezza nel settore, e aver maturato la giusta dose di esperienza prima di buttarsi a capofitto nell’avvio di una simile attività.

Appurato ciò, prima di iniziare a spargere la voce nel settore delle tue skills da videomaker, devi stabilire un tariffario da sottoporre ai tuo potenziali clienti. Sappi che i prezzi per i montaggi dei video cambiano a seconda di quello che offri, a seconda delle tue qualità e al tipo di lavoro che andrai a fare. Piu crescono le richieste del cliente, maggiori sono le sue aspettative finali, e di conseguenza più aumenta anche il tuo guadagno.

 

Di solito, il tipico lavoro di chi monta un video dovrebbe basarsi su una o più di queste attività:

  • Importazione, registrazione ed etichettamento i file video;

  • Effettuazione dei primi tagli grezzi delle riprese, per selezionare quelle che si possono realmente impiegare;

  • Revisione dei tagli iniziali;

  • Bilanciamento delcolore;

  • Mix dell’audio;

  • Revisione finale del video;

  • Compressione del video.

 

A seconda di dove inizia e dove si esaurisce la tua mansione, potrai richiedere una cifra piuttosto che un’altra al tuo cliente.

 

Farti conoscere

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Oltre a stilare un tariffario, tieni presente che il tuo lavoro deve essere conosciuto sul web. Detto in altri termini devi farti un nome, far sì che la gente senta parlare di te e ti contatti. E dal momento che il lavoro di videomaker nasce soprattutto per impieghi digitali, devi imparare a gestire la tua presenza online, sfruttando anche i social media, per assicurarti di dare un’immagine quanto più professionale di te.

Come prima cosa crea una “casa base” digitale, attraverso un tuo personalizzato sito web. Grazie ad un sito potrai mostrare ai visitatori i tuoi lavori migliori, creando così un portfolio che attesti la tua bravura e le tue doti, insomma i tuoi punti forti. Le persone potranno sfogliare l’album delle tue “opere d’arte” e rivolgersi poi a te qualora decidessero di servirsi del tuo lavoro.

Ricorda di creare un sito web che sia semplice da navigare, con poche pagine, ma ricche di elementi essenziali. Sarà un buon modo per tenere sotto controllo la tua immagine online implementando così le giuste strategie di inbound marketing che ti aiuteranno ad incanalare l’attenzione sulla tua attività da videomaker freelance.

Sfrutta anche i social network a tuo favore. Crea una pagina Facebook e Instagram i cui focus dovranno essere i tuoi video, dunque il tuo lavoro. Già il semplice il fatto che mantieni costantemente aggiornate le tue pagine social, ti farà apparire ai potenziali clienti come un professionista, invece che come un semplice montatore video che fa dei lavoretti saltuari.

Se poi impieghi i droni per fare riprese dall’alto (approfondisci: acquistare i dji drone con prezzi ottimi ed offerte su droniprofessionali.org), e dunque ti occupi anche di riprese video particolari e d'effetto, informane i clienti così da acquisire valore aggiunto ai loro occhi.

Negli ultimi anni le riprese con droni professionali (trovi ampia rassegna su www.droniprofessionali.org) sono diventate quasi "un obbligo morale" per chi lavora nel settore in quanto donano al tuo video un aspetto tecnicamente curato e riescono a catalizzare l'attenzione dello spettatore per la spettacolarità e la bellezza delle immagini

Fai una ricerca sui social e vedi se esistono gruppi settoriali, in cui ci si può iscrivere sia per interagire con colleghi sia per trovare nuove possibilità di lavoro. Avere a che fare con qualcuno che magari esercita da prima di te la professione in esame, sarà un valido mezzo per migliorare e poi acquisire nuove abilità, anche in modo indiretto.

Assicurati di iscriverti e partecipare attivamente a gruppi generalmente dedicati al tuo settore di interesse oltre che a gruppi locali di video editing e di videografia.

 

 

Utilizza i siti di annunci

Se la pubblicità è importante per dare spazio al tuo nome, lo è anche tentare di attirare clientela sfruttando i siti di annunci. Pubblica la tua offerta sulle bacheche di annunci (sia locali che non a seconda della tua disponibilità alle trasferte).

Potrebbe stupirti la ricezione delle telefonate grazie a questo valido strumento. Ciò permetterà infatti che la tua nuova attività da videomaker sia presente nei risultati delle ricerche locali e darà ai tuoi clienti il modo di avvicinarsi a te e di lasciare infine delle recensioni (buone o brutte) a seconda dell’esperienza maturata.

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